| Eventi nel Comune di Murlo |
|
“Viaggi
intorno casa”
autunno 2008 7 settembre 2008 “Strada degli Olivellani” ITINERARIO Il punto di raduno viene fissato per le ore 9.00 al parcheggio di Murlo dove i partecipanti si tratterranno per 15 minuti in attesa degli eventuali ritardatari. Trascorso tale tempo e saliti a bordo di un numero sufficiente di vetture, ci si sposterà sulla strada che conduce al villaggio della Miniera per dirigersi all’inizio del percorso didattico ove le vetture verranno parcheggiate. Si inizierà subito a salire verso la frazione dell’Olivello da dove imboccare, ancor prima dell’abitato, i resti di un’antica strada diretta verso la frazione di Resi. Nei ricordi della gente del luogo, la strada di buona parte del percorso odierno si chiamava così perché frequentata la domenica e le altre feste comandate, dagli abitanti di Olivello e dei poderi vicini, per recarsi alla Messa a Montepertuso da quando alla piccola chiesa di Resi si era cessato di officiare, sia per le sue minuscole dimensioni che per carenza di parroci. Oltrepassato quanto resta della vetusta Croce di Resi, il gruppo si dirigerà verso la frazione senza raggiungerla, ma deviando prima a sinistra lungo una strada che si addentra nel bosco tra terreni vari costituiti da rocce calcaree, gabbri e tipiche marne di Murlo. Dopo un breve tratto si apre un ampio prato sovrastato sulla destra dalla collina di Resi che fino a poco più di un secolo fa, accoglieva sul suo culmine una torre medievale di segnalazione. Di fronte: il podere dell’Apparita con i suoi caratteristici cipressi a contorno e, sulla sinistra il bosco digradante verso il torrente Crevole. Si costeggia il bosco fino ad una querce pluricentenaria sotto la quale, qualche personaggio dall’animo contemplativo, aveva ricavata una panchina oggi scomparsa. Ci si addentra nel bosco su un sentiero che dopo un breve tratto s’innesta nello stradello originale allargato da poco e che inizia a discendere con decisione. Giunti al punto in cui la strada si dirama si mantiene la destra, mentre a sinistra si apre il tracciato che conduce ad un luogo ove sprizzano piccole sorgenti perenni conosciute da tutti come “i Piscioli di Resi” . Anche se il loro nome non è proprio tra i più fini, l’acqua che ne scaturisce è veramente ottima tant’è che viene abitualmente usata. Poderosi banchi di diaspri sovrastano il sentiero che di tanto in tanto attraversa il bosco sotto autentici tunnels di verzura e giunti ad una piazzola dalla quale di dipartono vari percorsi, si prosegue in linea diretta fino a raggiungere l’alveo del Crevole. Percorriamo un centinaio di metri nel fondo asciutto fino a giungere ad un grosso scoglio chiamato l’Isolotto che ai tempi delle grandi piogge veniva circondato dalle acque di piena impossibilitate a defluire attraverso la strettoia della cascatine nel tombolo sottostante. Un sentiero nascosto e appena tracciato fra i cespugli e i calanchi argillosi, porta in forte pendenza al tracciato della ferrovia della miniera nel luogo detto “il Baratto”. Questo curioso nome venne imposto laddove avveniva lo scambio dei treni, in salita e in discesa, viaggianti sull’unico binario. Ancor prima della costruzione della ferrovia, la cosiddetta strada degli Olivellani attraversava il sito inerpicandosi nel colle di Montepertuso per sbucare poi nella strada di cresta proveniente da Quato, in località “il piano del Paradiso”. Purtroppo il recente taglio del bosco ha generato nella parte iniziale del sentiero un tratto di disagio a causa delle ramaglie non raccolte e lasciate marcire per creare terriccio. Quando si riprende il sentiero originale, la salita diviene più agevole malgrado la coltre spessa di foglie accumulatasi nel fitto del bosco a causa delle scarse piogge di questi ultimi anni. Giunti nella via menzionata in precedenza è consigliabile percorrere circa duecento metri per visionare quanto resta dell’importante borgo fondato dai Longobardi che vi edificarono la chiesa dedicata al loro protettore San Michele Arcangelo ove fino ad epoca recente faceva bella mostra sull’altare maggiore il quattrocentesco trittico, capolavoro di Benvenuto di Giovanni detto “il Guasta” attualmente custodito nella chiesa di S. Fortunato a Vescovado. Fuori dal borgo si trovano i resti del castello distrutto dai senesi dopo essere stato conquistato da alcuni fuoriusciti che ne avevano fatto un punto di riferimento e di appoggio per le loro scorrerie nel territorio circostante. Di grande interesse il panorama verso Montalcino, Mont’Amiata, le crete della Val d’Arbia, Ombrone e Val d’Orcia e sulle colline del Bogatto e di Pari. Si torna indietro sulla strada di cresta che, attraverso il piano del Paradiso conduce al podere di Quato, nome di origine longobarda che indicava luogo ove stare all’erta ovvero di guardia o in agguato. Nel proseguire tra interessanti muretti a secco, oltre al bivio per Arniano, l’orizzonte si amplia facendo apparire Montepertuso ad una quota più bassa ed evidenziando Montalcino oltre al cono dell’Amiata. Il sentiero comincia ad aggirare Poggio Giorgio fino a giungere alla cava del Massarri, con la fornace omonima a filo strada, e dopo aver dato uno sguardo a quella restaurata poco più avanti, ci si addentra nel sentiero di poggio al Vento che si apre a sinistra e che, con una ripida discesa, conduce al campone dello Scanno nei pressi del torrente Crevole. Si prosegue tenendosi ai bordi del bosco fino a raggiungere il torrente nei pressi dove esisteva il ponte di Peratti oggi totalmente interrato. Anziché procedere a guado si prosegue a sinistra fra poderosi diaspri ed un deposito di ghiaia creato laddove il torrente forma un’ampia ansa chiamata scherzosamente “spiaggia di Murlo” e da dove si accedeva ad una interessante cava di manganese coltivata in passato. Si prosegue ancora fra il letto del torrente ed una strada aperta di recente per smacchiare la legna risultata dal taglio del bosco dell’Aiola, da dove è possibile vedere il luogo presso la foce del fosso dei Castagni, ove fino a meno di un anno fa esisteva un singolare e interessante monolite naturale in diaspro, abbattuto in maniera irresponsabile da chi ne ignorava la reale importanza. Dopo poche decine di metri, sempre nell’alveo del torrente, si passa sotto il Ponte Nero fino a raggiungere il sentiero in uso allorché il ponte venne smontato assieme alla ferrovia carbonifera. Dal pianoro di diaspro solo poche decine di metri separano ormai dall’inizio del sentiero didattico e dal parcheggio delle vetture. DIFFICOLTA' Il percorso è mediamente impegnativo. Per arrivare a Murlo:
chi
arriva dalla SS Cassia, dovrà prendere il bivio in
direzione di Vescovado di Murlo, a poca distanza da Monteroni d'Arbia. Una
volta arrivati al paese di Vescovado, il borgo di Murlo si
raggiunge facilmente seguendo
le indicazioni per il Museo Etrusco. In caso di tempo incerto contattare la mattina stessa i numeri telefonici sottostanti. ____________________________Per
informazioni Associazione
Culturale di Murlo su
internet: www.murlocultura.com |
| Home Chi siamo Territorio E-mail |