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“Viaggi
intorno casa”
autunno 2010 10 ottobre 2010 nell'ambito della Giornata Touring: “Circuito dei Poggi La Fornace, al Vento e Civitate” ITINERARIO Il raduno, come di consueto, avverrà presso il parcheggio di Murlo alle ore 9. Trascorsi 15 minuti di attesa per raccogliere eventuali ritardatari, il gruppo dei partecipanti si dirigerà a piedi in direzione del villaggio “della Miniera”. Lungo la strada in discesa verso il villaggio il gruppo passa accanto a due costruzioni: la prima, una modesta capanna a due piani che servì negli anni venti da abitazione all’ing. Bayon, uno dei direttori della miniera, l’altra più imponente conosciuta dapprima come il Mulinaccio e in seguito come Casaccia fu in origine modesto mulino e servì in seguito come abitazione per alcuni minatori. Giunti al termine della discesa si imbocca per alcuni metri l'originale stradello che conduceva a Resi per prendere poi un sentiero piuttosto degradato sulla sinistra iniziando subito a risalirlo. La natura del terreno è cambiata mostrando rocce di calcare balzano a giustificare la presenza di numerose fornaci sul poggio che ne prenderà appunto il nome. Dopo meno di trecento metri si lascia il bosco per seguire la strada in mezzo a campi aperti che consentono la vista ravvicinata del lato sud–ovest delle Civitate e di poggio Grulli, toponimo curioso di origine incerta anche se abbastanza intuibile. Attraversato un "campo sodo" si riprende il sentiero al limite del bosco quindi, percorsi pochi metri, vi si entra decisamente laddove si scorge uno stretto varco nella macchia. Superata la cortina protettiva che lo maschera, il sentiero prende a salire nella verzura tra il sottobosco che tende a chiudersi. Si giunge così a un pianoro artificiale che in origine fungeva da piazzale ad una fornace arcaica "a buca" della quale si ravvisano appena i contorni ormai coperti dal terriccio e dal muschio. Segni dell'antica lavorazione sono evidenziati dalle scaglie di calcare balzano sparse attorno, sulle quali l'azione del fuoco della fornace ha lasciato tracce evidenti. Poco più avanti, ai bordi del sentiero, un'altra buca caratteristica segnala la presenza di una seconda fornace. Il sentiero poi si dirama e un segnavia rosso indica un altro percorso che conduce alla monumentale cava di Marino. Il sentiero procede nel bosco tra un continuo saliscendi, oltrepassando il fosso della Fornace e altri piccoli rigagnoli fino a sbucare sulla strada per Montepertuso nei pressi del podere Montorgialino, oggi divenuto un qualificato agriturismo nel cui terreno, completamente recintato, si trovano i resti della chiesetta di S. Margherita, ormai completamente diruta. Proseguendo sulla via, che mostra ancora un bel sottofondo massicciato, si giunge nei pressi di una fornace per calce che tre autentici cultori del territorio: Sandro Nocciolini, e i cugini Alighiero e Cesare Tortoli restaurarono volontariamente e a proprie spese nel 1998. Un dettaglio importante: gli ultimi due vi lavorarono in gioventù quando l’impianto era ancora in funzione. Più avanti, e nei pressi della stessa cava, un'altra fornace più degradata conferma le ottime qualità del calcare per la produzione della calce aerea. Si ritorna sui nostri passi e, oltrepassato Montorgialino, si giunge ai ruderi di Montorgiali, antico comunello della Comunità di Buonconvento, nei cui pressi esisteva un omonimo castello di proprietà vescovile distrutto nel 1233 dai montalcinesi alleati dei fiorentini. Più avanti, dopo duecento metri circa, si giunge nei pressi di un crocevia dove esiste un piccolo sacello dedicato a S. Biagio, restaurato di recente da un gruppo di vescovini e murlesi. Dal crocevia sale la strada denominata delle "Civitate e delle Civitatine” che conduce alla zona archeologica dalla quale provengono i reperti conservati presso l’Antiquarium a Murlo. Gli scavi, dopo oltre quarant'anni di attività, continuano a fornire utili informazioni sulle condizioni e qualità di vita degli antichi abitatori sia del palazzo che degli insediamenti attigui. Si prosegue sulla cresta della collina fino a pervenire a Poggio Aguzzo dove venne localizzata la necropoli dell’insediamento e da dove è possibile godere una visione unica del paesaggio a intero giro d’orizzonte. Il castello di Murlo adesso appare in una posizione inconsueta, posto in basso contrariamente a come si è abituati a vederlo, ma non per questo meno interessante. Ormai poco più di un chilometro ci divide da esso e nel procedere lungo la via in forte discesa si ha l’impressione che il castello ritorni di nuovo nella sua posizione, quella che da sempre c’è apparsa più familiare DIFFICOLTA' Il percorso è poco impegnativo. Per arrivare a Murlo:
chi
arriva dalla SS Cassia, dovrà prendere il bivio in
direzione di Vescovado di Murlo, a poca distanza da Monteroni d'Arbia. Una
volta arrivati al paese di Vescovado, il borgo di Murlo si
raggiunge facilmente seguendo
le indicazioni per il Museo Etrusco. In caso di tempo incerto contattare la mattina stessa i numeri telefonici sottostanti. ____________________________Per
informazioni Associazione
Culturale di Murlo su
internet: www.murlocultura.com |
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