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“Viaggi
intorno casa”
autunno 2010 14 novembre 2010 ![]() “Circuito di Resi, Mulino della Befa e percorso didattico della Ferrovia delle Miniere” ITINERARIO Il punto di raduno viene fissato per le ore 9.00 al parcheggio di Murlo da dove la comitiva si trasferirà al Villaggio della Miniera, non oltre i 15 minuti successivi. Le vetture verranno parcheggiate nei pressi dell’inizio del percorso didattico della ferrovia. I partecipanti affronteranno subito la salita di Poggio Boschetto chiamata “la Costaccia” che, con ripidi tornanti condurrà in breve tempo nei pressi del Bivio per l’Olivello per proseguire verso il villaggio di Resi. Interessante è osservare la successione della natura dei terreni: dai diaspri ai calcari, alle marne, ai gabbri per tornare di nuovo ai diaspri ed alle marne. La strada è altalenante fino alla cosiddetta “Croce di Resi”, posta all'innesto di un'antica strada per l’abitato dell’Olivello. Proseguendo in leggera salita si oltrepassa l’imbocco di un sentiero che veniva usato dagli abitanti dell’Olivello per recarsi a Montepertuso ad assistere alla messa nei giorni di festa. Distante poche decine di metri, sul culmine di un piccolo rilievo, si trova una costruzione rimaneggiata, quanto rimane della chiesa rurale di Sant’Anna (già dedicata a Santa Maria) oggi trasformata in qualche modo a residenza abitativa ove trascorrere il fine settimana. Qualche anziano rammenta ancora le fiere che vi si tenevano in occasione delle feste patronali fino a qualche decennio fa.. Poco più avanti si attraversa il Villaggio di Resi, sovrastato da una collina sul culmine della quale si trovava agli inizi del ventesimo secolo una torre di avvistamento e comunicazione con i castelli vicini, completamente rovinata durante un forte temporale. Purtroppo anche il Villaggio di Resi non è stato risparmiato dalle innovazioni costruttive del dopoguerra che ne hanno compromessa l'atmosfera con l'uso indiscriminato di materiali "alloctoni" e di progettazioni del tutto estranee al carattere del luogo. La strada procede fra piccoli campi coltivati e lunghi tratti nel bosco. Di tanto in tanto si distaccano sentieri da ambo i lati, utilizzati in prevalenza per smacchiare la legna dopo il taglio periodico del bosco ma che in passato avevano dato luogo ad una fitta ragnatela di “vie traverse” che consentivano di accorciare sensibilmente i percorsi. La natura si fa selvaggia e la presenza dell'uomo sempre più rara. L'ultimo "avamposto residenziale" è rappresentato dall’Apparita, un non troppo antico casale trasformato adesso in residenza estiva. La strada, percorsa raramente e priva di regolare manutenzione, si fa aspra e accidentata mentre supera il punto più elevato del tratto prima d'iniziare la lunga discesa fra le marne, che condurrà nei pressi del Crevolone. Degno di nota il panorama verso la valle dell'Ombrone col singolare massiccio di Monte Ambrogio, le colline della Vigna e di Castiglion dei Boschi dove, da qualche tempo, sta avvenendo una sistematica trasformazione del luogo per adattarlo a struttura ricettiva con annesso campo da golf e passatempi vari, per allietare le vacanze di ospiti facoltosi in un’atmosfera irreale e “kitch”, a spese dell’identità dell’ambiente. Interessanti anche gli scorci del tracciato della Ferrovia Carbonifera e del ponte sul Crevolone. Al termine della discesa, dopo pochi metri sulla destra e dopo aver attraversato il tracciato del “gorello” che adduceva l’acqua al Mulino della Befa, è d’obbligo fare una puntata alla “platea” sul torrente Crevolone. Si tratta dello sbarramento realizzato per prelevare l’acqua necessaria ad alimentare “il bottaccio” del mulino. Sui ruderi rimasti è ancora visibile “la bocca della chiusa” che regolava il flusso dell'acqua ed il “muro collettore" per facilitare le operazioni di presa. Si ritorna sui nostri passi costeggiando il gorello e attraversando curiose formazioni di marne mammellonari prima di passare sotto il ponte della ex ferrovia carbonifera ormai in precarie condizioni di stabilità. L’ultima verifica alle sue strutture lo mostra privo di gran parte del suo paramento esterno di contenimento che preannuncia il collasso della ex sede ferroviaria entro breve tempo. Il progressivo accentuarsi dell’avvallamento sul percorso della strada tra le arcate fluviale e dell’Apparita, sottolinea il preoccupante stato di conservazione del manufatto consigliando un più efficace sbarramento al suo accesso in mancanza di un improbabile restauro. La via discende tra la ex cava detta del Bandini ed il mulino della Befa oggi trasformato in residenza privata ma del quale se ne intravedono le antiche strutture. All'interno del recinto del mulino si nota ancora l'esistenza delle due piccole fornaci in muratura usate per la cottura del calcare proveniente dalla cava menzionata. Si oltrepassa il Crevole nei pressi della confluenza con il Crevolone servendosi della piccola passerella in ferro per giungere al piazzale dal quale parte la strada per il villaggio della Befa. Un sentiero sulla sinistra si inoltra nel bosco alle pendici del colle di Montepertuso e proprio in esso c'inoltriamo. Si tratta della strada detta “delle Fornaci” che conduce in breve ad una zona ove, circa due secoli fa, erano in funzione due fornaci a buca che sfruttavano la presenza di calcare balzano per produrre calce aerea. I resti di una di queste fornaci sono ancora visibili assieme alla cava e ai detriti di roccia, mentre la localizzazione della seconda richiederebbe una ricerca più attenta per localizzarla con esattezza. Si rientra in breve nel percorso della ex ferrovia senza essere costretti ad attraversare il Crevole sull'omonimo ponte. Ormai il percorso è abbastanza ben noto anche se mostra il luogo “del Baratto”, laddove i treni si scambiavano, “il ponte della frana, o di Miro” e il “ponte Nero” con la roccia di diaspro che delimita la trincea della ferrovia ma sulla quale un interessante ecosistema evidenzia la progressiva colonizzazione della roccia da parte delle specie vegetali in successioni sempre più evolute. Il percorso termina così in vista delle vetture parcheggiate nei pressi. DIFFICOLTA' Il percorso è facile. Per arrivare a Murlo:
chi
arriva dalla SS Cassia, dovrà prendere il bivio in
direzione di Vescovado di Murlo, a poca distanza da Monteroni d'Arbia. Una
volta arrivati al paese di Vescovado, il borgo di Murlo si
raggiunge facilmente seguendo
le indicazioni per il Museo Etrusco. In caso di tempo incerto contattare la mattina stessa i numeri telefonici sottostanti. ____________________________Per
informazioni Associazione
Culturale di Murlo su
internet: www.murlocultura.com |
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