Eventi nel Comune di Murlo

“Viaggi intorno casa”

primavera 2010

23 maggio 2010

"Circuito Sassi Bianchi-Arniano-Le Civitate"

ITINERARIO Il punto di raduno viene fissato per le ore 9.00 al parcheggio di Murlo. Dopo avere attesi per 15 minuti gli eventuali ritardatari, il gruppo dei partecipanti si dirigerà a piedi verso il Villaggio della Miniera che in questa occasione non verrà toccato. La passeggiata odierna si svolgerà su strade antiche che a suo tempo erano identificate per mezzo del luogo di partenza e di quello di arrivo. Infatti la strada imboccata si chiamava: “Via che da Murlo conduce a Resi” e si sviluppava sul lato sinistro del torrente Crevole sfruttando il percorso aperto dal corso d’acqua attraverso i banchi di calcari, diaspri e gabbri.
A meno di cento metri dall’imbocco della via, si nota ancora il tracciato dell’antico sentiero che conduceva al Mulino di Giorgio o dei Sassi Bianchi il cui toponimo si riferisce al nome dell’ultimo mugnaio ed alla natura delle rocce calcaree sulle quali era stato edificato. Poco più avanti, sulla sinistra si apre un altro sentiero in salita che conduce alla cava e ai resti della fornace di Marino, conosciuta col nome del suo fornaciaio scomparso di recente. Il fondo stradale si va degradando per carenza di manutenzione e per essere usato di preferenza dai mezzi che curano “lo smacchio del taglio del bosco” avvenuto di recente, ed in contemporanea ad altre ampie zone del nostro comune, con effetti che ne hanno mutate l'identità e le caratteristiche. Si oltrepassa il fosso della Spia per imboccare poco dopo la via dei Termini così chiamata in passato poiché, lungo di essa si trovavano numerosi cippi indicanti varie proprietà di particelle boschive. Il tracciato s’impenna sensibilmente e nello spazio di poche decine di metri il calcare balzano si sostituisce ai diaspri dando luogo in passato alla dislocazione di numerose fornaci per calce del tipo a buca. Il taglio del bosco, col conseguente abbandono delle ramaglie in loco, ha contribuito in maniera determinante alla loro scomparsa assieme alla fitta rete di sentieri per arrivarci. Anche lungo il nostro percorso, nei pressi della piccola cava, ne esisteva una oggi riempita da rami e circondata dalle macchia. La strada continua a salire per spianare un po’ prima di sboccare in una zona disboscata in epoca lontana chiamata “i Sodi” e resa praticamente sterile dove si trova un singolare “scherzo di natura” costituito da una querce e un leccio intrecciati assieme.
Si sale ancora tra macchia bassa e piante spinose fino ai bordi di “un roccolo” recintato nei cui pressi esistono ancora i resti di un capanno allestito per la caccia al colombo. Da questi, traguardando l’orizzonte in direzione di Casal di Pari, è possibile individuare sul bosco prospiciente un passaggio che conduce alla vecchia cava e alla “Fornace dei Sassi Bianchi” oltre all’omonimo ghiaione ed al sentiero interno fino al gruppo delle Fornaci del Massarri, due delle quali restaurate di recente. A questo punto potremmo optare per questo percorso più avventuroso, anziché quello più agevole previsto decidendo al momento. Si arriva così alla “via che conduce a Monte Pertuso” incamminandoci in quella direzione per giungere rapidamente alle predette fornaci ed al piazzale della cava attualmente ingombro dalla legna risultata dal taglio del bosco sulle propaggini di Poggio Giorgio.
Dopo un tratto in falso piano, la strada inizia a scendere affiancata da un muro a secco dove, in alcuni punti, fanno la loro comparsa i fichi d'India mentre l'orizzonte si apre mostrando un ampio panorama che spazia verso l'Ombrone e la Valle dell'Orcia fino a Radicofani e l'Amiata. Al termine della discesa la strada si biforca dirigendosi a destra verso il podere di Quato e Montepertuso e a sinistra verso la via di Bagnolo–Arniano e Pompana. Si tratta di due costruzioni ottocentesche realizzate accanto ai ruderi dell’antico podere originale.
Vorremmo a questo punto permetterci una piccola digressione a proposito del toponimo “Quato”. Quato o quatto ="nascosto, rannicchiato". Il Muratori ipotizza che provenga dal germanico wachtesignificante Sentinella (vedere fra le leggi longobardiche: la CXXVIII di Carlo Magno). In essa si trova per indicare posti per “ispiare se il nemico viene”. Da tale espressione deriva il nostro: “a- guato (Agguato). Presso gli antichi si trovano:”Wactae, wagtae, guetta e guaita”. In varie cronache senesi si trova spesso la parola “Guaita” per indicare: “stare di guardia ed anche un luogo chiamato "Monte Guaitano" con relativa porta ora richiusa nei pressi di Camullia. Era rivolto verso il Chianti, luogo di probabile avvicinamento alla città da parte dei fiorentini. Il podere Quato, si trova nei pressi dell’incrocio con la via per Arniano, vale a dire in posizione strategica per la sicurezza della comunità di Montepertuso, che annoverava centinaia di abitanti, ed una imponente fortezza. Un'altra riflessione non certamente casuale è il riferimento etimologico alle leggi longobarde visto che si fa risalire la fondazione del borgo al periodo di dominazione longobarda come attesta anche l’aver dedicata la chiesa a S. Michele Arcangelo, protettore, appunto dei Longobardi.
Dopo le dovute scuse ai partecipanti per la libertà presa di voler apparire saccenti più del dovuto, proseguiamo lungo la via “per Arniano” che discende sulla sinistra diretti verso l’ultima fornace del percorso odierno. Si discende rapidamente in mezzo ai gabbri ed alla terra refrattaria in un ambiente che, se non fosse per la presenza aliena dei pali di cemento dell’Enel, potrebbe facilmente essere scambiato per uno scenario primordiale. Dopo il guado del fosso della Chiesa la strada risale, riaffiorano le rocce bianche di balzano e compare la cava della fornace di “Nicche”, al secolo Beppe Soldati di Lupompesi, che per vari anni ne fu il fornaciaio prima di dedicarsi alla sua vera passione: fare il cuoco. A detta di Alighiero Tortoli che vi lavorò, era bene organizzata e da una parte del piazzale era stato ricavato anche un piccolo orto. Il sentiero sale ancora per poi raccordarsi alla strada che dal podere Bagnolo, (oggi qualificato agriturismo) conduce a Pompana.
Si prosegue ancora lungo l’ampia strada fino ai pressi di Bagnolo quindi si imbocca il sentiero nel bosco che sale lungo le pendici del Poggione. Come in tutti i poggi nelle vicinanze non è difficile imbattersi in piccole vene attive anche d'estate; il toponimo Bagnolo è da ricercarsi in tale caratteristica.
Il sentiero sale fino a “scollettare” nell’altro versante e ad incrociare di nuovo la via per Montepertuso nei pressi del
chiesino di S.Biagio. Di recente la Misericordia ha provveduto alla riqualificazione degli oliveti nell'ambito del programma di recupero delle sue proprietà nella zona. Dal predetto oratorio di sale verso il Poggio delle Civitate passando accanto all'area degli scavi archeologici interessata, specie nell’altro versante, da un massiccio taglio del bosco che ha reso ormai impraticabili per anni i sentieri oggetto di varie nostre passeggiate nella zona. Si prosegue ancora in piano sulla cresta del colle per il sentiero verso Poggio Aguzzo ove, in epoca etrusca era ubicata la necropoli dell’insediamento. Allorché s’inizia a discendere nel campo laddove fino a un secolo fa si trovava la strada scomparsa per Buonconvento s’intravede il paese di Vescovado e da un’angolazione unica: il Castello di Murlo non più affascinante come pochi anni fa. Ormai il percorso volge al termine e giunti sulla provinciale, poco più di cinquecento metri ci separano dal parcheggio da dove siamo partiti.


DURATA Il percorso è lungo circa 9 km e ha una durata prevista di circa 3 ore e mezza.
DIFFICOLTA' Il percorso è poco impegnativo.

Per arrivare a Murlo: chi arriva dalla SS Cassia, dovrà prendere il bivio in direzione di Vescovado di Murlo, a poca distanza da Monteroni d'Arbia. Una volta arrivati al paese di Vescovado, il borgo di Murlo si raggiunge facilmente seguendo le indicazioni per il Museo Etrusco.
Dalla Siena-Grosseto  imboccare il  bivio per Fontazzi e Casciano di Murlo, e da qui proseguire per Vescovado e Murlo.

In caso di tempo incerto contattare la mattina stessa i numeri telefonici sottostanti.

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Per informazioni

Associazione Culturale di Murlo

su internet:  www.murlocultura.com
e-mail:
info@murlocultura.com
tel. 0577 814050 - 814246 - 811098 - 814327
cell. 339 4484987

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