Eventi nel Comune di Murlo

“Viaggi intorno casa”

primavera 2010

25 aprile 2010

“Circuito del lago di Viamaggio e di Campriano”


ITINERARIO Il punto di raduno viene fissato per le ore 9.00 al parcheggio di Murlo, da dove il gruppo dei partecipanti, dopo avere atteso per quindici minuti gli eventuali ritardatari, si dirigerà in macchina verso il parcheggio nei pressi della via per Cucculeggia sulla provinciale per Casciano. Questo luogo s'identifica nel piazzale adiacente alla predetta via dal quale si parte a piedi, in fila indiana, in direzione Casciano oltrepassando il ponte sul Crevole e risalendo fino a un varco nel “garde- rail” per imboccarlo e lasciare la provinciale. Si perviene ben presto al guado sul Crevole che non presenta difficoltà ad attraversarlo. Ci si immette in un ampio campo di solito coltivato a cereali che talvolta sconsiglia l'attraversamento diretto. Un viottolo ai bordi del bosco consente di aggirarlo e di iniziare l'ascensione del Poggio del Leccione ove campeggiano tre grosse querce poste in un allineamento perfettamente orizzontale. Durante l'estate, dopo la mietitura, quando i campi appaiono incolti, la sosta rinfrescante all'ombra di uno di quegli alberi secolari è confortata dalla vista stupenda e inusuale delle rovine del Castello di Crevole e dell'omonimo Villaggio. Man mano che si ascende il poggio, l'orizzonte si amplia regalando inediti aspetti di Crevole secondo i mutati punti di vista. Dopo percorso un breve tratto di strada massicciata nel bosco si arriva ad una carrareccia diretta verso la recente costruzione ubicata nei pressi di Viamaggio, prima d'intercettare la via maestra sulla quale è utile spendere due parole. Si trattava di un’importante via di comunicazione verso la quale confluivano varie “traverse” provenienti da ambo i lati del colle sul cui culmine si snoda. Faceva parte delle “vie di cresta” agibili per tutto l’anno, vista l’assenza di corsi d’acqua da attraversare. Si distaccava dalla via per Grotti nei pressi di un podere scomparso detto di Campo a Pavolo, di cui è restato il toponimo per indicare la strada proveniente da Casciano. Per la sua importanza veniva chiamata Via Major e la volgarizzazione in Viamaggio ha dato successivamente il nome alla principale residenza che s'incontra sul suo percorso. Tornando indietro per la detta via, si scorgono recinti ove pascolano cavalli fino a giungere ad un crocevia dove la strada carrabile principale continua a salire sul Poggio del Leccione, mentre un'altra scende sulla sinistra. Si inizia la discesa nel bosco di castagni ben ordinato ed ombreggiato. In questo tratto occorre tenersi a sinistra per raggiungere la conca naturale formata dai poggi Leccione, Boscarone e Viamaggio, dove si è venuto a formare un piccolo invaso, abituale ritrovo degli ospiti dell'agriturismo e di pescatori occasionali. Una realizzazione in muratura posta all'apice dello specchio d'acqua rivela l'uso diverso che se ne faceva nel passato, quando vi venivano lavati tini e botti dopo la vendemmia e la successiva vinificazione. La rampa inclinata consentiva di arrivare all'acqua col carro trainato da buoi senza dover effettuare faticose operazioni di carico e scarico.
La strada carrabile ai bordi del bosco inizia ad inerpicarsi sulla collina snaturata da una pista per motocross che non consente alcun tipo di coltivazione ma non ostacola il passaggio del gruppo in una passeggiata conoscitiva del territorio. Si attraversa la pista in obliquo sulla cima della collinetta per raggiungere il lato opposto del bosco e seguirne il bordo. Allorché si ha l'impressione d'essersi cacciati in un vicolo cieco contornato da una folta vegetazione, ci si immette in un vecchio sentiero che si perde da ambo i lati nel bosco. Si segue il tratto di destra tra cumuli di marne scistose che conferiscono al sentiero un aspetto lunare dal quale è possibile scorgere il castello di Campriano dopo il taglio del bosco effettuato di recente. Quasi senza accorgersene è stato aggirato il Poggio del Leccione fino a ritrovare la Via Major precedentemente menzionata. Sulla sinistra la strada prosegue fino alla via di Siena e, dove un tempo esisteva una piccola chiesa, si biforca passando accanto al diruto podere della Cucculeggia, toponimo che richiama, appunto, il canto del Cuculo, uccello delle nostre campagne a tutti ben noto. Con tutta probabilità la forte presenza nella zona di tale volatile suggerì il nome del podere che in passato dovette conoscere migliori fortune. Dalle sue propaggini si può godere la bella vista che il lato nord del villaggio di Crevole presenta e se ne può apprezzare la sua relativa distanza. Poche decine di metri più avanti, nei pressi di un incrocio e sopra una leggera collinetta, esisteva un oratorio privato dedicato a “Santa Caterina d’Alessandria, o delle Ruote”. Venne consacrato il 3 ottobre 1724, ma cessò di esistere come edificio dedito al culto, dopo sessantacinque anni dalla sua fondazione e adibito per lungo tempo ad uso agricolo fino ad essere completamente abbandonato in seguito. Ma ritornando sulla Via Major questa prosegue per immettersi nella Via di Siena. Dopo un breve tratto boscoso a vegetazione piuttosto bassa intersecata da numerosi sentieri, il paesaggio si apre su vigneti ed oliveti tenuti con cura al cui centro spicca il podere di Montazzi con annessa struttura per ricovero attrezzature agricole, facente parte della tenuta di Campriano, il cui castello dista poco lontano. La posizione, il luogo e lo stato di conservazione dell'intero complesso invogliano alla curiosità di conoscere qualche notizia che lo riguardi più da vicino sì da spingere, per soddisfarla, ad affrontare il breve tratto in salita per arrivarci.
Il castello è oggi abitato stabilmente oltre che dal proprietario, nipote del pittore
Dario Neri, anche da un'efficiente gruppo di collaboratori impegnato nella conduzione dell'annessa azienda agricola e di un apprezzato ristorante. Le notizie di Campriano risalgono all'anno 943 con la conferma del suo possesso a Bernardo II dei Conti di Siena da parte di Ugo di Provenza re d’Italia, confermato da Enrico IV re di Germania e d’Italia nell'anno 1081 all’abate di S. Eugenio presso Siena, e ripetuto ancora dall'Imperatore Federigo I nell'anno 1185. Il conte Ugolino degli Ardengheschi quando concesse nel 1151 al vescovo Ranieri di Siena, le sue terre, con castelli e villaggi, tra il fiume Ombrone e Montegrossi nel Chianti e tra il Merse e l'Elsa, ne escluse il possesso di Campriano forse per eleggervi la sua residenza nella convinzione che potesse rappresentare un luogo da viverci in relativa sicurezza, dati i tempi che correvano. La chiesa, dedicata a S. Giovanni Battista e compresa nel perimetro del Castello, doveva essere presente fin dagli insediamenti più antichi anche se la data della sua edificazione non potrà mai conoscersi con esattezza a causa della distruzione dell’archivio di Crevole compiuta dai fuorusciti ghibellini nel 1380, ove erano conservati i documenti del territorio del Vescovado e delle chiese comprese nella Diocesi di Siena. In data imprecisata la chiesa ed il castello passarono in signoria alla famiglia senese dei Piccolomini e successivamente ai Tolomei che nel 1251 ne comperarono una parte restaurandone poi le mura divenute pericolanti e insicure. Nel 1336 Nicola del fu Stricca Tolomei vendette allo Spedale alcuni beni in Campriano venendo contestato dai figli di suo fratello Mino con i quali poi si accordò in favore dello Spedale stesso. Dopo la cacciata dei nobili dal governo della repubblica di Siena, molti gentiluomini senesi fuorusciti si rifugiarono nel castello di Campriano disturbando con azioni di guerriglia chiunque recasse vettovaglie alla città di Siena. Per questa ragione il popolo senese decise di porre fine a tali scorribande e dopo aver distrutto il castello di Foiano nel giugno del 1369 si portò a Campriano con un esercito di circa duemila persone conquistandolo rapidamente. La rocca ed il Castello furono abbattuti nella quasi loro totalità. Lo Spedale, in seguito, dovette averlo stabilmente in proprietà come riportatoto in un documento del 1439 ove si delibera di vendere a lacomo d'Andrea Tolomei “...la possessione di Campriano con le pertinentie sue, e pezi di terra a quella pertenenti, riservati i boschi a lo spedale”.
Il castello, dopo essere stato nella disponibilità della Repubblica di Siena, venne i
n possesso nel 1502 dei nobili fratelli Giulio ed Antonio d'Ambrogio Spannocchi, ricchissimi personaggi molto in vista nella città.
Oggi il castello si presenta come un complesso molto articolato, su tre cinte murarie con torrioni agli angoli che costituiscono un possente terrapieno sul quale si erge la
chiesa romanica dedicata a S. Giovanni Battista nella quale trovasi la copia della Madonna col Bambino il cui originale, attribuito a Pietro Lorenzetti (doc dal 1305 al 1345), si trova oggi custodito presso il Museo d’Arte Sacra della Valdarbia a Buonconvento. Antistante la chiesa si trova un ampio parterre alberato dai cui spalti è possibile godere a giro d’orizzonte della vista verso l’Amiata, il castello di Crevole e le colline circostanti tra le quali, a poche centinaia di metri, si trova l’ex santuario di Barottoli nella cui chiesa sono custoditi i resti di un affresco raffigurante una Madonna miracolosa venerata fino agli inizi del secolo scorso.
Si riprende a ritroso la strada percorsa per visitare Campriano proseguendo per il tracciato che ricalca quello originale fino a raggiungere di nuovo la provinciale per la Rocca di Crevole. La passeggiata volge al termine con le vetture che distano ormai poche centinaia di metri soltanto.


DURATA Il percorso è lungo circa 8 km e ha una durata prevista di circa 3 ore.
DIFFICOLTA' Il percorso è poco impegnativo.

Per arrivare a Murlo: chi arriva dalla SS Cassia, dovrà prendere il bivio in direzione di Vescovado di Murlo, a poca distanza da Monteroni d'Arbia. Una volta arrivati al paese di Vescovado, il borgo di Murlo si raggiunge facilmente seguendo le indicazioni per il Museo Etrusco.
Dalla Siena-Grosseto  imboccare il  bivio per Fontazzi e Casciano di Murlo, e da qui proseguire per Vescovado e Murlo.

In caso di tempo incerto contattare la mattina stessa i numeri telefonici sottostanti.

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Per informazioni

Associazione Culturale di Murlo

su internet:  www.murlocultura.com
e-mail:
info@murlocultura.com
tel. 0577 814050 - 814246 - 811098 - 814327
cell. 339 3855427 - 339 4484987

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