Murlo Cultura - Speciale Festa in Collina 2004

Alla scoperta del nostro territorio

"Il Lago dell'Acquabuona"

Uno specchio d'acqua nato per caso

di Luciano Scali

Il lago dell'Acquabona o più comunemente "il lago di Miniera" è un piccolo lago artificiale costituitosi con lo sbarramento del fosso dell'Acquabona da parte degli operai della miniera.
Il fosso dell'Acquabona è uno dei tanti che adducono acqua al torrente Crevolicchio ed è costituito da due braccia provenienti dal poggio dell'Acquabona e dal Colle Lungo. Nei pressi è ancora praticabile l'antica strada "di Pietra Focaia e Collo Lungo" che, staccatasi da quella del "Leccio scritto e del Leccio bruciato" , serviva ai minatori di Casciano per raggiungere la miniera andando a incrociare l'altra di accesso alle gallerie.
Il deposito carbonifero, inframezzato a strati di terreno inerte, aveva una consistenza di oltre cento metri e vari cantieri di escavazione. Il più basso si trovava a circa 65 metri di profondità (Pozzo Cerrone), mentre i cantieri a cielo aperto di Roma alta e Pian dei Cerri erano ubicati molto più in alto. Proprio da quest'ultimi provennero i detriti che, sbarrando il fosso dell'Acquabona, crearono il laghetto di cui si parla. Attualmente misura circa 150 metri di lunghezza e 40 di larghezza mentre la profondità degrada, dalla quota del fosso immissario, fino a 16-18 metri. All'interno del lago si trovano residui di piante, radici, fango e roccia tali da sconsigliare la balneazione. Durante i mesi invernali più freddi la superficie del lago ghiaccia. Vi proliferano attorno molte specie di piante palustri, prima fra tutte la Schiancia (Typha latifolia), poi: Salix purpurea, Petasites albus e P. hybridus, Tussilago farfara, Equisetum arvense. Sullo sbarramento del lago, a ridosso delle piante acquatiche verso il bosco incombente del Poggio dell'Acquabona, iniziano le macchie di Biancospino (Crataegus monogyna), Rosa canina, Rovo (Rubus hispidus), Strappaborse (Smilax aspera). Nelle acque del lago si può trovare l'Anguilla ed il Cavedano nonché la Biscia dal collare, la Raganella ed il Rospo comune, mentre nei pressi, fra le sassaie d'estate, è facile incontrare la Vipera. Da qualche anno sono ricomparse le Libellule, come indice di ridotto inquinamento ambientale.
Osservando la carta della zona, appare chiaro il complesso idrologico relativo del fosso Crevolicchio, con il suo bacino. La sorgente principale si trova nel lato sud-est di Poggio alle Monache (alt.503) sulla parte apicale della conca delimitata dallo spartiacque costituito dalle due strade collinari di cresta chiamate: "Strada di Poggio alle Monache e del Casalino", e "Strada dall'Olivello al Rospatoio". Guardando verso la sorgente si osserva sul lato destro un colle massiccio denominato globalmente Marsiliana con i suoi punti più alti Farnese e Casalino e scendendo, il più modesto Poggio Stefano ove si trova l'antico Oratorio di Pieve a Carli.

Sulla sinistra c'è una serie di colli distinti fra di loro delimitati da frequenti fossi. A partire dalla sorgente si susseguono degradando: Poggio a Marco (alt.445), Casenovole (alt.395), Monte Verdello (alt.354), Colle Lungo (alt.317), Poggio dell'Acquabona (alt.357) per terminare con il complesso minerario del pian dei Cerri aggirantesi sui 300 mt. di altitudine.
Il percorso del fosso Crevolicchio incide terreni di diversa natura geologica:
- la sorgente a Poggio alle Monache:Argille con calcari palombini (Cretaceo inferiore);
- Casenovole: Flysh di Monteverdi Marittimo (Cretaceo superiore);
- Monte Verdello: Ofioliti (Cretaceo inferiore e Giurassico superiore);
- Lato Marsiliana: Marne di Murlo (Cretaceo);
- Colle Lungo e Acquabona: Diaspri (Giurassico superiore);
- Area giacimento lignitifero: Sabbie e conglomerati (Pliocene).
I fossi più importanti che alimentano il Crevolicchio si trovano sul suo lato sinistro nella seguente successione: Fosso di Casenovole; Fosso di Monte Verdello; Fosso del Felcetello; Fosso dell'Acquabona; Fosso dello Schiavone.
Il fosso dell'Acquabona scorre nella vallata fra il colle omonimo e Colle Lungo ed è costituito dalla riunione di due fossi provenienti dai predetti colli. La natura è estremamente selvaggia e di difficile penetrazione. Risalire il poggio dell'Acquabona seguendo il corso di un sentiero che costeggia il fossetto di sinistra è impresa piuttosto difficile allo stato attuale. Una vegetazione eminentemente macchiosa derivata dal recente taglio del bosco, tende a chiudere rapidamente ogni passaggio precedente se non periodicamente mantenuto agibile. Lo stesso vale per il fossetto di destra percorribile solo per una limitata parte del suo alveo. Il collegamento fra la collinare Olivello- Rospatoio ed il laghetto è garantito dalla strada di Pietra Focaia e Colle Lungo che partendo dal quadrivio chiamato Pietra focaia si snoda appunto sulla cresta del colle stesso. Lo sbarramento della parte terminale del fosso che dette origine negli anni precedenti la seconda guerra mondiale al lago, venne a modificare l'andamento originale della strada, che oggi è ancora visibile, seppur quasi totalmente nascosta dalla macchia o in parte cancellata dalla naturale frantumazione dei diaspri nel suo tratto finale. Il laghetto, di natura artificiale, non esplica funzioni pratiche per il territorio, né viene utizzato per fini irrigui od altro. In caso d'incendio potrebbe costituire un serbatoio d'emergenza, anche se di difficile accesso. Esso costituisce un "unicum" nella zona in quanto nei suoi pressi si è stabilizzata una cenosi a specie acquatica ed igrofila in aggiunta alla flora stanziale. Da un po' di tempo si è osservata una frequentazione da parte di alcuni Germani che sostano volentieri sulle sue acque.


 

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