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Murlo Cultura n. 1 - 2004 |
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Un nuovo seminario del Laboratorio An.Te.A a Murlo
Colore
e Luce
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Immaginate
un grande seminario di celebri archeologi e, come ospite speciale, un antichissimo
bronzo con gli occhi di avorio e le labbra di rame. Accadrà proprio
a Murlo, dal 29 aprile al 2 maggio, e di certo, come i precedenti seminari
di archeometria ed archeologia sperimentale, renderà Murlo il fulcro
dell'attenzione per almeno una settimana. In oltre 10 anni l'associazione An.Te.A, con il Comune di Murlo, ha promosso moltissimi eventi di alto interesse, in varie lingue, strutturati in momenti di incontro e discussione ed esperimenti di fusione dei metalli, con la partecipazione di artigiani ed esperti delle antiche tecniche di lavorazione del bronzo, dell'oro e così via. Vi sono stati seminari sulle antiche officine del bronzo (1991), sui preziosi in avorio, osso e corno (1992), uno sugli antichi tetti in terracotta e la raccolta delle acque piovane (1997), sulle filigrane e sulle fibulae, per giungere al più recente, quello del 2001, sul colore nell'oreficeria antica. Il presidente dell'An.Te.A, costituitasi nel 1998, e' Edilberto Formigli, noto restauratore da anni residente a Murlo, mentre il vicepresidente è Alessandro Pacini, esperto delle tecniche di lavorazione dei metalli nell'antichità. L'associazione si pone vari obbiettivi, tra qui quello di approfondire le conoscenze sugli strumenti di lavoro e sulle tecniche degli artisti ed artigiani antichi attraverso lo studio dei testi e la ricerca archeometrica, il lancio di progetti di ricerca insieme a università e musei, divulgazione dei risultati e anche la valorizzazione delle produzioni artigianali dell'antica tradizione locale, sostenuta dalla presenza dei reperti archeologici, che nel caso di Murlo sono particolarmente stimolanti. Questo seminario del 2004 si interesserà principalmente di studiare un settore della statuaria antica poco approfondito fino ad oggi, quello degli interventi ''accessori'' sui bronzi antichi, che utilizzano materiali diversi dal bronzo, come l'argento, l'avorio, il rame, il marmo, la pasta vitrea ecc. Inoltre, l'attenzione verrà rivolta al trattamento delle superfici: la patina e la lavorazione a freddo. Solo recentemente in effetti le metodologie e i nuovi strumenti di restauro hanno permesso di rilevare questi aspetti di bronzi appena scoperti o già esposti nei musei. Un esempio per tutti: la statua del pugilatore del Museo Nazionale Romano ha rivelato solo di recente le ferite e le gocce di sangue in rame rosso, prima coperte da incrostazioni e patine di corrosione. Proprio queste nuovissime tecniche di restauro e studio dei bronzi hanno aperto una nuova prospettiva nello studio nella statuaria in bronzo dell'antichità, che doveva avere un realismo molto maggiore all'epoca della realizzazione, proprio grazie alla presenza degli occhi bianchi d'avorio con iris e pupilla scura, labbra rosate, denti d'argento |
Per informazioni
ed iscrizione, ecco due indirizzi e-mail:
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