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Caro
direttore,
sono un cittadino di questo comune cresciuto oltre che nato qui. Essendo
sempre vissuto qui ho conosciuto il disagio di vivere lontano dalla comodità
della città. Quando ero giovane sull'altro versante del nostro
comune i Cascianini avevano il vantaggio di poter raggiungere Siena più
direttamente e quindi avevano tra l'altro maggiori possibilità
di studiare. Cosa che io ho desiderato tanto. L'unico modo allora era
quello di entrare in seminario e io non ero il tipo.
Ora sono nonno e detto ai mie nipoti questa lettera, loro sì, hanno
potuto studiare, ma quanti sacrifici hanno dovuto fare per i tempi che
corrono! Se penso a questa diavoleria del computer che quando lo hai acceso
ti fa essere all'altro capo del mondo, e che noi Vescovini ancora la strada
per andare in città non ce la abbiamo, mi si rizzano in testa quei
pochi capelli che mi restano! Ancora dobbiamo passare per Lucignano, ancora
per la strada costruita per la miniera cento anni fa, ancora per la Cassia.
L' ha visto che ora non è più strada statale ma regionale,
significa che è meno pericolosa?
Il mi' nipote la passa tutti i giorni, quella strada, per andare e per
tornare dalle lezioni, e poi lo farà per lavorare (se il lavoro
lo troverà con questi lumi di luna); in quanti ancora dovranno
maledire quella strada?
Noi il viottolo per andare a Siena s'aveva, si passava per Radi, e di
lì sono passato per andare a comprare il vestito con i primi calzoni
lunghi col barroccio, poi ci passava il pullman coi ragazzi negli anni
cinquanta quando i miei facevano le scuole d'avviamento, e poi ora neppure
quello! Ma io mi domando signor direttore come mai non ci fanno una bella
strada come quella di Bibbiano? Si leverebbe un po' di traffico da quei
posti lì, come Monteroni, Tressa, e poi soprattutto si leverebbero
i nostri ragazzi da quella stradaccia! Anche questi stranieri, ora anche
da noi ce ne vengono tanti, quando arrivano ci domandano "Oh in che
posto state!" "In campagna" Gli rispondo io, ma si fa buon
viso a cattivo gioco perché le scatole ci girano! Senta, Direttore,
io, ora mi zitto perché i vecchi parlano troppo, ma io quando c'era
la guerra so' andato al bosco, eppure anche se
me lo ricordo bene
qualche
volta mi verrebbe da dire che si stava meglio quando si stava peggio!
Lettera
firmata
..
Gentile lettore,
Quella della via di Siena è una storia infinita spesso trattata
nel nostro giornale. Dai tempi antichi è stata la più corta
anche se del tutto diversa da come la vediamo. La sua caratteristica è
ogni volta dipesa dai mezzi che dovevano percorrerla e in origine, come
semplice mulattiera, si snodava lungo i torrenti e i fossi seguendo in
prevalenza "le vie naturali" del territorio. Solo nel tratto
boschivo sfiorava gli insediamenti più importanti sfruttando i
tratti più piani. Veniva percorsa in prevalenza a piedi, a cavallo
oppure assieme a bestie "con soma e senza soma". Dopo la guerra
di Siena, col territorio pacificato, la strada cambiò aspetto e
caratteristiche assumendo quello che vediamo ancora oggi. Divenne carrozzabile
e "di cresta" allo scopo preciso di consentire il passaggio
di carriaggi in regime di sicurezza evitando i tratti alluvionabili, e
dotando di ponti i corsi d'acqua con un solo guado sul torrente Stile.
La via di Siena era importante allora anche perché non esisteva
il raccordo Vescovado Casciano realizzato solo alla fine del XIX secolo.Dopo
l'ultimo conflitto mondiale la strada venne leggermente ritoccata in qualche
punto, ma sostanzialmente è rimasta la stessa. La sua storia c'insegna
alcune cose fondamentali: "Quando si andava a piedi e a cavallo,
anche la mulattiera per raggiungere Siena funzionava bene ma divenne strada
carrozzabile, con tracciato e caratteristiche diversi, allorché
fu necessario percorrerla con carriaggi e diligenze." Lo stesso
criterio dovrebbe essere adottato oggi per consentire il transito ai mezzi
dell'attuale generazione. Lo stato della strada consente un transito locale
piuttosto lento ed anche disagiato ma proprio in tali apparenti difficoltà
sta la sua sicurezza. Nel timore di arrecare danno alla vettura si viaggia
più piano e quindi più sicuri. La sola bitumatura, oltre
a rappresentare un "rattoppo temporaneo", snaturerebbe la strada
e invoglierebbe a correre. La soluzione del problema consisterebbe nella
costruzione ex novo, di un tratto veloce di strada da Buonconvento alla
Coroncina seguendo il corso della ferrovia nel primo tratto, poi le vallate
dei torrenti Sorra e Tressa collegandole tra loro con opportune gallerie.
Probabilmente chi di dovere ci avrà anche pensato, ma i soldi per
una soluzione definitiva come questa, chi se la sentirebbe di tirarli
fuori?

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