Murlo Cultura n. 2 - 2004

Il Giornale a scuola

di Luciano Scali

 
Da oltre sei anni collaboro con la scuola locale e quanto vi accade non dovrebbe meravigliarmi più di tanto eppure lo sfogliare il giornalino realizzato dai bambini della classe IV elementare mi ha dato un'emozione nuova. Mettere assieme un giornalino, seppur di poche pagine ed a cadenza mensile, non è cosa poi tanto semplice, ma è accaduta. A partire dal febbraio 2004, l'iniziativa coordinata dalla Maestra Becucci Ivana ha preso avvio per esaurirsi col IV numero di maggio coincidente con la chiusura delle scuole. Si tratta di un opuscolo strano ove i bambini scrivono "di tutto un po'" dalla cronaca, ai rebus, ai racconti, alle ricette ed alle interviste. Sicuro! Interviste come quella breve che trascrivo di seguito:

Intervista al Gatto
lo: Ciao signor gatto, sono una giornalista, le volevo chiedere se è vero o no che i gatti hanno sette vite?
Gatto: Secondo me non è vero perché mio nonno provò a farsi mangiare da un cane, ma morì e allora da questo fatto i gatti non hanno sette vite.
Io: L'uomo la molesta?
Gatto: Certe volte quando mi danno da mangiare
quelle pappine e quando mi tirano la coda.
Io: Signor gatto lei dove abita? E dove mangia?
Gatto: Per i miei gusti mi piace vivere per strada, e mangiare i rifiuti che trovo nella pattumiera.
Io: Ma io la notte vi sento miagolare, ma cosa combinate?
Gatto: Facciamo la serenata alle nostre gattine ...... sihg... la gattina… il bucato!!!!!
"Amore, hai fatto il bucato?"
Gatto: Oioi......
"Brutto mascalzone non hai fatto il bucato!!!!! Esci subito dalla mia pattumieraaaa !!!!!!!!"
Io: E' questa la vita dei gatti : Non fanno che entrare e uscire dalle pattumiere.
Allora vi saluto da Gatto Spai. Giada Paolucci

Che ne dite? Questa è solo una delle tante "chicche" contenute nelle pagine del giornale. Spero proprio che l'iniziativa abbia un seguito nel prossimo anno; lo scrivere e firmare il proprio lavoro equivale ad assumersene in pieno la responsabilità e soprattutto a riflettere prima di dire qualche strafalcione di troppo.

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