QUADERNO TRIMESTRALE DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE DI MURLO

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Il Castello di Murlo
ovvero la pluriennale storia di un borgo cresciuto troppo in fretta
di  Luciano Scali

iguardo le foto del castello scattate al momento del mio arrivo. Rischio di non riconoscerlo più. La facciata della casa dove abito era ricoperta da un bugnato in cemento molto più simile all'esterno di un diurno che ad un'abitazione.La piazza e le vie del borgo ancora in terra battuta mostravano qua e là tracce di massicciato. Polvere dappertutto, oggetti vari all'esterno. Il Palazzone sbarrato e la Palazzina di proprietà privata aveva le finestre chiuse da persiane sgangherate e cadenti.  La casa, accanto alla canonica, all'epoca pericolante, mostrava grosse crepe nei muri dando l'impressione di volersi trasferire tutta insieme nella vallata. Poi i grandi lavori: i vari restauri pubblici e privati, la costituzione del Museo, la pavimentazione con blocchi di conglomerato ed il nuovo aspetto di borgo ripulito. Tante carenze rimaste tali per sordità o disinteresse, molte novità in seguito ad iniziative culturali e di lavoro e… una graduale perdita d'identità.
"Luciano…ma te non sei mai contento… questo è brutto, quello non va, quell'altro doveva essere così e l'altro ancora potrebbe andare, ma…" insomma niente che ti stia bene!"
C'è qualcosa di vero in tutto questo, lo riconosco ma le cose le vedo con i miei occhi e non sono disponibile ad accettarle per come sono, semmai a ragionarci su. Prendiamone una a caso.
Da qualche anno con l'avvento del Museo, con l'inizio di attività commerciali e con eventi culturali legati alla tradizione etrusca, le condizioni del borgo sono mutate. Murlo non è più
"il paese che non c'è", quello che anche le cartine ignoravano, ma è divenuto meta di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.  Al rapido evolversi della situazione non hanno fatto seguito altrettanto rapidi adeguamenti delle infrastrutture e soprattutto nuovi comportamenti individuali verso le mutate condizioni di vita nel borgo. Sono sorte attività e con esse interessi…sono, purtroppo, scomparse persone con il loro carattere e tradizioni e ne sono giunte altre con idee nuove e diversi punti di vista non più strettamente legati all'ambiente. Molti fattori che contribuivano a

tenere assieme la comunità sono scomparsi mentre si è fatto strada in modo imperioso il concetto  di individualità. Si è perso di vista "il bene comune" per perseguire in prevalenza il personale soddisfacimento, a tutto discapito dell'identità e del decoro di Murlo.Il fattore culturale che nel passato era stato presentato come il motivo trainante per far conoscere e sviluppare il nostro paese, è stato relegato in secondo ordine, utile solamente a dare una veste di onorabilità ad ogni manifestazione intesa a "richiamare gente". Quando ne ho discusso con una persona impegnata a pubblicizzare Murlo facendo presente la situazione di grave disagio derivata ai residenti a causa delle mutate condizioni di vita per l'aumento di presenze esterne, mi sono sentito rispondere "E' inevitabile che ciò accada. E' come una malattia, chi ce l'ha bisogna che se la tenga e voi, del resto, ve la siete voluta!"  Lì per lì non ho trovato argomenti per ribattere, ma riflettendoci su ho dedotto che anche le malattie si possono curare e se queste si sono sviluppate più velocemente delle terapie tanto vale porci un freno mettendo delle regole e, soprattutto, facendole rispettare. Adesso esiste spazio per le macchine all'esterno del borgo, quindi verrebbe meno l'esigenza di parcheggiarle all'interno del castello e nella sua rampa di accesso precludendo ai visitatori il piacere di scattare una foto ricordo ed ai mezzi di soccorso di entrare come qualche volta è successo.  Lo stesso dicasi per i veicoli commerciali che potrebbero parcheggiare nello sterrato anziché occupare posti per le vetture dei residenti e dei visitatori.  Per i residenti, appunto, potrebbe essere riservato un posto fisso personalizzato alle condizioni che l'Amministrazione potrebbe indicare. Per il resto: divieto di giocare a pallone entro Murlo, fare schiamazzi notturni avendo un minimo di rispetto per il prevalente numero di anziani che vi abitano e che dalla mutata situazione hanno tutto da perdere e nulla da guadagnare.  Lo sviluppo è sempre stato auspicato, ma deve essere sostenibile. Non si può considerare Murlo la sola sede per ogni iniziativa… esistono tanti luoghi importanti nell'ambito del comune degni di essere conosciuti e valorizzati. Perché non farci un pensiero cominciando, anzitutto, a scoprirli noi stessi?