MurloCultura n. 3/2003
 

I materiali che costituiscono il sottosuolo sono sottoposti a forti pressioni determinate dalle masse sovrastanti che tendono a provocarne lo schiacciamento a sua volta rallentato e bilanciato dalla loro elasticità e resistenza.    Quando si esegue uno scavo, viene a modificarsi lo stato di equilibrio creatosi poiché viene a mancare la reazione dei materiali asportati cosicché le pareti dello scavo possono essere soggette a cedimenti o crolli.   Se lo scavo avviene nella roccia o in materiali sufficientemente compatti può non essere necessario provvedere alla posa in opera di armature per controbilanciare le spinte dei carichi sul manufatto, ma se i materiali del sottosuolo sono sciolti o poco consistenti è necessario ricorrere ad apposite strutture per poter lavorare in sicurezza. Si distinguono in : provvisorie o definitive. Man mano che si esegue uno scavo si ricorre ad una armatura provvisoria , elastica, che possa adattarsi alle spinte gradualmente crescenti consentendo cedimenti progressivi fino all'assestamento del sottosuolo, oppure fino a quando possa essere riparata o sostituita da un'armatura rigida definitiva al momento in cui accenni a collassare.
Le armature comunemente usate possono essere: il legno, in metallo o in muratura.   I legnami più usati sono quelli duri come: l'olmo, il castagno, la quercia, il faggio, il frassino; e i resinosi : pino, abete, larice ecc.
Per le armature provvisorie si usa prevalentemente il legno che meglio si presta ad essere lavorato in galleria e quindi meglio adattabile ad ogni particolare esigenza del momento sia come forma che dimensione. Esso presenta il pregio dell'elasticità, si inflette gradualmente prima di rompersi producendo anche uno scricchiolio caratteristico allertando gli operai e consentendo loro d'intervenire o di porsi in salvo.  Il legname si può riparare, è maneggevole ed occupa poco spazio.Presenta però il difetto di essere attaccato dai tarli, dalle muffe e da altri microrganismi che, nell'atmosfera calda e umida della miniera trovano le condizioni ideali per prodursi e svilupparsi rapidamente. Anche altri agenti chimici, acidi o corrosivi contribuiscono al degrado del legname. Per limitarne gli effetti, si usano sostanze antimicotiche e antiparassitarie come alcuni sali inorganici quali: cloruro di sodio, solfato di sodio, solfato di rame, sublimato corrosivo, cloruro di zinco ed anche derivati da idrocarburi: catrame, l'olio di creosoto, l'olio pesante ecc.
Armamento dei cantieri.  Nei cantieri di produzione occorre un armamento veloce e facile da montarsi, solido ma destinato a rimanere in loco solo per brevissimo tempo, poiché il cantiere appena coltivato, o si riempie o viene abbandonato.Consiste nella posa in opera di tronchi che vanno dal tetto al  pavimento detti ritti o candele. Nei cantieri con ampio fronte di taglio, ove il banco da coltivare si sviluppi in orizzontale, le candele si collocano parallelamente al taglio stesso in file distanti fra loro quanto è l'avanzamento giornaliero del cantiere, cioè da m. 0,80 a 1,20 o un multiplo o sottomultiplo di questa distanza, e ciò per facilitare la circolazione. La distanza delle candele in ciascuna fila si stabilisce in base alla resistenza della roccia del tetto. Quando questa è fratturata e friabile si rende necessario completare l'armatura con una guarnizione che, a seconda della friabilità del tetto, va da un semplice troncone di tavola fino a un fitto reticolo di longheroni e di travicelli traversi. In alcuni casi, quando il muro del cantiere è poco solido, conviene applicare sotto ciascuna candela degli zoccoli più o meno ampi. Nei cantieri inclinati, poiché il tetto tende a scorrere parallelamente al muro, le candele vengono collocate perpendicolarmente alla stratificazione o, meglio, con la testa spostata verso monte,e mai verso valle.
Armamento delle gallerie.   Nelle gallerie l'armatura si fa per mezzo di quadri (figg. 1- 3 ).  Questi nelle generalità dei casi, hanno forma trapezoidale  e sono costituiti da due puntoni obliqui, detti gambe o ritti, e da un trave orizzontale che si chiama cappello, eccezionalmente, quando il muro è cedevole, si applica anche una soletta in basso. La distanza dei quadri dipende dalla solidità della terreno; di solito si collocano a una distanza di 80/90 cm ma in alcuni casi vengono addirittura accostati.   I collegamenti dei vari pezzi si fanno in diversi modi: a gola di lupo (fig. 2); a incastro  semplice (fig. 3); a dente (figg. 4- 5), Il primo conviene quando le spinte dei terreni si  manifestano solo dall'alto al basso; se invece agiscono anche lateralmente, è necessario applicare sotto il cappello un puntone di contro spinta (fig. 6)- Gli intagli devono essere ben fatti, per evitare che le varie parti si spacchino o si sfaldino. Nel montaggio dei quadri bisogna curare che essi siano bene in contrasto con la roccia in tutti i loro punti, e specialmente negli angoli. (figg. 7- 8- 9 ).Quando la natura delle rocce lo richiede, esternamente ai quadri si applica una guarnizione che può essere di semplici correnti, o di tavole, o di correnti e di fascine o di altro materiale adatto.  In gallerie inclinate, per la messa a posto dei quadri, vale quanto è stato detto per le candele dei cantieri di produzione. Sovente i quadri si costruiscono con la base delle gambe tagliata a cuneo o a punta, non perché penetri nel suolo, ma perché sotto la spinta si schiacci e si deformi, salvando l'intero quadro da una rapida rottura.Tali armature si dicono deformabili o flessibili (fig. 10) Quando le spinte dei terreni sono molto forti, o quando la sezione delle gallerie è superiore alla normale, i quadri si rinforzano in vario modo: con puntoni, con saettoni, con doppio cappello, ecc. (figg. 11- 14 ).Qualche volta nel rinforzare i quadri la galleria risulta suddivisa in due (eccezionalmente in più) compartimenti destinati ad uso diverso, per es. carreggio e ventilazione, oppure carreggio ed eduzione. (figg. 15- 16).