|
Caro Direttore,
quale assiduo e interessato lettore di "Murlo Cultura" sento
viva la necessità di pregarti (perdonami il tono confidenziale)
di esternare pubblicamente l'emozione, la gioia, l'ammirazione che ho
provato in questi giorni visitando la mostra dei lavori svolti dai ragazzi
di Murlo sul mondo degli etruschi.
Ci sono stato e ci sono ritornato e ogni volta è stato un piacere
grande, un piacere nuovo, nel vedere come i ragazzi abbiano saputo splendidamente
interpretare questo mondo affascinante attraverso i loro racconti, i loro
disegni, le loro rappresentazioni: complimenti, complimenti vivissimi
a tutti loro, sono stati bravissimi.
Ma complimenti anche a chi ha avuto l'idea di proporre loro questo studio,
la pazienza e la passione di guidarli passo passo nella realizzazione
di questo importante lavoro di gruppo, la capacità e la genialità
da vero artista nell'allestimento e nella presentazione della mostra,
con l'ausilio anche di uno splendido audiovisivo.
Mi riferisco ovviamente a Luciano Scali al quale, oltre ai miei complimenti,
credo debbano andare i ringraziamenti dei ragazzi, dei loro genitori e
di tutti noi, in quanto la ricerca e il lavoro svolto sono un patrimonio
prezioso dell'intera comunità.
Questo con la speranza, direi anzi la certezza, che anche nel prossimo
futuro Luciano possa proseguire in questa sua opera divulgativa ed educativa,
oltremodo importante in un momento storico di perdita di valori, affinché
i ragazzi siano sempre più consapevoli ed attenti alle loro origini,
al mantenimento delle tradizioni, al civismo, al rispetto e alla conservazione
della natura e dell'ambiente in senso lato.
Un plauso anche a chi ha consentito la realizzazione di questo lavoro
e a chi ha collaborato fattivamente per la sua ottima riuscita, con particolare
riferimento alle insegnanti.
Grazie per lo spazio e cordiali saluti dal Podere Vignali. Giorgio Boletti
Caro Boletti,
valorizzare i lavori dei ragazzi è un dovere di noi che ragazzi
non siamo più. Non sembri retorico dire che è una operazione
di cultura, questa, perché lo è, senza aggettivi. E' anche
noto l'impegno di Luciano nell'educare al bello dell'arte i nostri ragazzi,
e anche questo è un compito che spetta a chi ha passato i suoi
anni verdi con un salto dall'infanzia alla maturità, scavalcando
l'adolescenza sulle note della guerra. Noi della sua generazione abbiamo
imparato "dal vivo" le cose che sappiamo, filtrate dal tempo
e purificate dagli eventi.
Trasmettere ai giovani i valori, le tradizioni delle ere passate insieme
alla cultura del nostro tempo è tornare giovani anche noi. Il che,
come diceva Giovannino Guareschi "è bello e istruttivo".
Cordialità.
Sandro
Scali
|