Murlo Cultura n. 4 - 2004

 

   

Caro direttore,
io sarò forse particolarmente strullo visto che, almeno sinora e non per portar sfiga, sono stato, a quanto pare, l'unico a cascar di sotto dal muretto prospiciente la porta principale del "Castello di Murlo". Comunque, strullo o non strullo, sta di fatto che son cascato ed è indubitato che il summenzionato muretto sia pericoloso in quanto segue stranamente la pendenza della strada nel senso che, anziché mantenere, come tutti i muretti di protezione di questo mondo, la sua altezza per tutta la sua lunghezza, inopinatamente e senza logica alcuna questa altezza si riduce man mano che la strada scende verso il parcheggio, fino a ridursi ad un unico mattoncino … fatale! Infatti, complice l'oscurità propiziata da una illuminazione pubblica non certo concepita da una mente "illuminata", la sera in cui la Crevole (o il Crevole) fece l'ultima piena e anzi, proprio per ascoltare il sordo rumore da questa prodotto, contro questo "mattoncino" appunto il mio piede destro urtò quel tanto da farmi volare di sotto, con … fortunato atterraggio "morbido" in un letto di … roghi! Ho segnalato la cosa alla Civica Amministrazione ma non mi risulta che, a distanza ormai di oltre quattro mesi, la cosa abbia destato un qualche interesse e men che meno attivato un qualche provvedimento. Confidiamo in questa nuova segnalazione!
Con viva cordialità.

Giorgio Boletti


Caro Direttore,
visto che siamo in tema e siccome, come recita un vecchio adagio, "le disgrazie non vengono mai sole", riparliamo della piena della Crevole (o del Crevole?) per raccontare anche il resto della storia di quella "famosa" serata. Dopo che, grazie alla "cordata" attivata da alcuni amici di passaggio, il mio corpo, acciaccato e martoriato dalle spine dei roghi, riemerse dall'oscurità della proda giù dalla quale era cascato, si tentò, io e la mi' moglie, di rientrare a casa, vale a dire al "Podere Vignali", per il meritato riposo e per medicar "le membra offese".
Ohibò, la Crevole in piena se n'era uscita dal letto e in compagnia di una quintalata di tronchi e ramaglie aveva invaso la sede stradale del cosiddetto "ponte", impedendo qualsiasi tentativo anche di avventuroso transito.
Fu giocoforza ritornare indietro e bussare alla porta di amici, a mezzanotte ormai passata da un pezzo, per trovare ospitalità per la notte. Anche la situazione disagevole e di notevole pericolosità di questo "ponte", non soltanto nei momenti di piena della Crevole, è stata più volte denunciata alla Civica Amministrazione, responsabile unica della relativa manutenzione e della sicurezza, in quanto trattasi di strada "vicinale" che, in assenza di un Consorzio, è equiparata dal Codice della Strada alle strade comunali.
Anche in questo caso, a parte un lontano fugace sopralluogo del Tecnico comunale, nulla è stato fatto e disagi e pericoli sono all'ordine del giorno.
Ci deve scappare, fatti i debiti scongiuri, l'incidente?
Con viva cordialità.


Giorgio Boletti


Caro dott.Boletti,
a Sua consolazione possiamo informarLa di non rammaricarsi troppo credendo di essere stato il primo ed unico "strullo" ad avere qualche problema con l'appendice "del Balcone di Murlo". Alcuni anni fa, gli abitanti del castello dovettero attivarsi affinché una vettura parcheggiata nel luogo del suo incidente, non finisse nell'orto di Ernesto assieme al distratto conduttore. Anche allora, sulla scia dell'emozione provata, ed il sollievo per lo scampato pericolo, furono fatti voti affinché la potenziale trappola venisse disattivata con l'apposizione di una robusta ringhiera. Ma il tempo continua a trascorrere sornione, la mente umana a rivelarsi piuttosto corta cosicché le cose restano come sono fino a quando l'incidente non si ripete. Ci auguriamo che il Suo sollecito non resti, questa volta, solo "una voce nel deserto". Il Suo secondo rilievo è molto più complesso in quanto, oltre al fattore economico rilevante, più soggetti giuridici sono interessati nella questione, come ben Lei sa. Ciò non vuol dire che la pericolosità di quella passerella, con la piena o senza piena del Crevole sia meno pericolosa, ma la sua sistemazione presenta difficoltà di gran lunga superiori. Occorrerebbe preparare un progetto globale che prevedesse l'eliminazione dal territorio di Murlo di tutte le situazioni analoghe a quella denunciata. Mi riferisco al Villaggio della Miniera, ed alle passerelle sul Sata (fra la Pieve e S.Giusto) e sul Rigagliano per accedere al Villaggio di Pompana. Tutte queste realtà rappresentano concreti pericoli per la pubblica incolumità destinati ad aggravarsi nel tempo a causa di due importanti fattori: il continuo sollevarsi dell'alveo dei torrenti e l'intensificarsi del traffico per raggiungere luoghi fino ad oggi abbandonati. Nel ringraziarLa per le Sue osservazioni non mancheremo, tramite questo foglio, di far giungere il Suo disagio e quello della Comunità agli organi competenti affinché ne facciano oggetto di riflessione e iniziativa.
S.S.

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