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Caro
direttore,
io sarò forse particolarmente strullo visto che, almeno sinora
e non per portar sfiga, sono stato, a quanto pare, l'unico a cascar di
sotto dal muretto prospiciente la porta principale del "Castello
di Murlo". Comunque, strullo o non strullo, sta di fatto che son
cascato ed è indubitato che il summenzionato muretto sia pericoloso
in quanto segue stranamente la pendenza della strada nel senso che, anziché
mantenere, come tutti i muretti di protezione di questo mondo, la sua
altezza per tutta la sua lunghezza, inopinatamente e senza logica alcuna
questa altezza si riduce man mano che la strada scende verso il parcheggio,
fino a ridursi ad un unico mattoncino
fatale! Infatti, complice
l'oscurità propiziata da una illuminazione pubblica non certo concepita
da una mente "illuminata", la sera in cui la Crevole (o il Crevole)
fece l'ultima piena e anzi, proprio per ascoltare il sordo rumore da questa
prodotto, contro questo "mattoncino" appunto il mio piede destro
urtò quel tanto da farmi volare di sotto, con
fortunato
atterraggio "morbido" in un letto di
roghi! Ho segnalato
la cosa alla Civica Amministrazione ma non mi risulta che, a distanza
ormai di oltre quattro mesi, la cosa abbia destato un qualche interesse
e men che meno attivato un qualche provvedimento. Confidiamo in questa
nuova segnalazione!
Con viva cordialità.
Giorgio
Boletti
Caro Direttore,
visto che siamo in tema e siccome, come recita un vecchio adagio, "le
disgrazie non vengono mai sole", riparliamo della piena della Crevole
(o del Crevole?) per raccontare anche il resto della storia di quella
"famosa" serata. Dopo che, grazie alla "cordata" attivata
da alcuni amici di passaggio, il mio corpo, acciaccato e martoriato dalle
spine dei roghi, riemerse dall'oscurità della proda giù
dalla quale era cascato, si tentò, io e la mi' moglie, di rientrare
a casa, vale a dire al "Podere Vignali", per il meritato riposo
e per medicar "le membra offese".
Ohibò, la Crevole in piena se n'era uscita dal letto e in compagnia
di una quintalata di tronchi e ramaglie aveva invaso la sede stradale
del cosiddetto "ponte", impedendo qualsiasi tentativo anche
di avventuroso transito.
Fu giocoforza ritornare indietro e bussare alla porta di amici, a mezzanotte
ormai passata da un pezzo, per trovare ospitalità per la notte.
Anche la situazione disagevole e di notevole pericolosità di questo
"ponte", non soltanto nei momenti di piena della Crevole, è
stata più volte denunciata alla Civica Amministrazione, responsabile
unica della relativa manutenzione e della sicurezza, in quanto trattasi
di strada "vicinale" che, in assenza di un Consorzio, è
equiparata dal Codice della Strada alle strade comunali.
Anche in questo caso, a parte un lontano fugace sopralluogo del Tecnico
comunale, nulla è stato fatto e disagi e pericoli sono all'ordine
del giorno.
Ci deve scappare, fatti i debiti scongiuri, l'incidente?
Con viva cordialità.
Giorgio Boletti
Caro dott.Boletti,
a Sua consolazione possiamo informarLa di non rammaricarsi troppo credendo
di essere stato il primo ed unico "strullo" ad avere qualche
problema con l'appendice "del Balcone di Murlo". Alcuni anni
fa, gli abitanti del castello dovettero attivarsi affinché una
vettura parcheggiata nel luogo del suo incidente, non finisse nell'orto
di Ernesto assieme al distratto conduttore. Anche allora, sulla scia dell'emozione
provata, ed il sollievo per lo scampato pericolo, furono fatti voti affinché
la potenziale trappola venisse disattivata con l'apposizione di una robusta
ringhiera. Ma il tempo continua a trascorrere sornione, la mente umana
a rivelarsi piuttosto corta cosicché le cose restano come sono
fino a quando l'incidente non si ripete. Ci auguriamo che il Suo sollecito
non resti, questa volta, solo "una voce nel deserto". Il Suo
secondo rilievo è molto più complesso in quanto, oltre al
fattore economico rilevante, più soggetti giuridici sono interessati
nella questione, come ben Lei sa. Ciò non vuol dire che la pericolosità
di quella passerella, con la piena o senza piena del Crevole sia meno
pericolosa, ma la sua sistemazione presenta difficoltà di gran
lunga superiori. Occorrerebbe preparare un progetto globale che prevedesse
l'eliminazione dal territorio di Murlo di tutte le situazioni analoghe
a quella denunciata. Mi riferisco al Villaggio della Miniera, ed alle
passerelle sul Sata (fra la Pieve e S.Giusto) e sul Rigagliano per accedere
al Villaggio di Pompana. Tutte queste realtà rappresentano concreti
pericoli per la pubblica incolumità destinati ad aggravarsi nel
tempo a causa di due importanti fattori: il continuo sollevarsi dell'alveo
dei torrenti e l'intensificarsi del traffico per raggiungere luoghi fino
ad oggi abbandonati. Nel ringraziarLa per le Sue osservazioni non mancheremo,
tramite questo foglio, di far giungere il Suo disagio e quello della Comunità
agli organi competenti affinché ne facciano oggetto di riflessione
e iniziativa.
S.S.
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