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Murlo Cultura n. 5 |
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La
Regione Toscana ha riaperto, con procedura d'urgenza, la caccia
al fringuello: di Barbara Anselmi
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Il
3 dicembre scorso la Regione Toscana ha approvato (addirittura con procedimento
d'urgenza!) una legge che ha riaperto la caccia al fringuello fino al 31
dicembre scorso, dopo che ad ottobre, una delibera con gli stessi contenuti
era stata giustamente sospesa dal Tribunale Amministrativo Regionale, perché
illegittima e in contrasto con la normativa europea. Di fatto quindi la
Regione, pur di accontentare i cacciatori e assicurarsene i voti, ha approvato
una legge ignorando il parere della magistratura e, come se non bastasse,
della normativa comunitaria per la protezione degli uccelli selvatici (Direttiva
79/409/CEE) secondo la quale può essere consentita la cattura e l'uccisione
delle specie normalmente non cacciabili solo in casi eccezionali di deroga:-
nell'interesse della salute e della sicurezza pubblica (es. per la sicurezza
aerea, per prevenire danni alle colture, al bestiame, ai boschi , alla pesca,
alle acque ecc.); ai fini della ricerca e dell'insegnamento, del ripopolamento e della reintroduzione; per consentire in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo la cattura, la detenzione o altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità. In sintesi, la normativa comunitaria (e il buon senso...) prevedono che una specie possa divenire cacciabile (in periodi di tempo e quantità limitati) solo se causa danni di vario tipo o per motivi di interesse pubblico; le motivazioni, i quantitativi cacciabili e i tempi in cui è permessa la caccia in deroga dovrebbero inoltre essere supportati dal parere del mondo scientifico, per assicurare che la conservazione della specie non risulti danneggiata dal prelievo venatorio. Il parere scientifico lo ha dato, come di sua competenza, l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, che ha affermato che al momento non ci sono sufficienti dati scientifici per poter pianificare e calibrare in modo adeguato un prelievo a questa specie: in altre parole meglio andarci cauti ed evitare la riapertura. Ma evidentemente il parere scientifico è più debole della forza politica dei cacciatori, perché la Regione ha dato ragione a questi ultimi, giustificando il prelievo "al fine di rispondere alle esigenze culturali, economiche e ricreative" e per "garantire il rispetto di tradizioni venatorie locali regionali" (sono queste le famose tradizioni culturali della nostra regione?). Ancora una volta quindi i voti dei cacciatori hanno messo i politici tutti d' accordo: in Consiglio Regionale destra e sinistra si sono magicamente trovate in armonia su questo argomento e hanno votato quasi all'unanimità la legge, che tutela "l'interesse pubblico" dei soli cacciatori e nemmeno di tutti, perché fortunatamente ce ne sono anche molti che non condividono questa scelta, anche perché sanno benissimo che in realtà il numero massimo di 5 fringuelli a testa al giorno non sarà quasi mai rispettato e gli uccelli abbattuti saranno molti di più di quelli previsti. Dovrebbero essere gli stessi cacciatori (o almeno quelli a cui è rimasta un po' di etica e di buon senso...) ad opporsi a questo tipo di gestione della caccia e a chiedere il ritiro della legge... Invece si va avanti a ricorsi, i tempi si allungano e nel frattempo altre migliaia di fringuelli sono stati sterminati e, con essi, come spesso accade, altri piccoli uccelli che vengono presi nel mirino più o meno "per sbaglio".... Per di più, spesso chi fa questo tipo di caccia non sa di che farsene dei fringuelli catturati e li regala, li vende o, peggio, li lascia sul posto. |
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