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Il
Villaggio delle Miniere Parte 1a - Dalle origini alla fine del Secolo XIX° Capitolo
IV° di Luciano Scali (segue dal numero precedente) |
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In
ogni modo l'Amministrazione della Compagnia Francese cominciò ad
attivarsi per commercializzare i propri prodotti con lo scopo d'iniziare
ad avere un giusto ritorno a fronte degli enormi capitali impiegati. I buoni
rapporti esistenti con le Strade Ferrate Romane che gestivano il tratto
da Asciano a Grosseto nel quale s'innestava la Carbonifera di Murlo, avevano
fatto intravedere la possibilità di divenirne addirittura fornitori. A tale scopo venne richiesto ed ottenuto che si effettuassero alcune prove con la lignite di Murlo sulle locomotive della predetta Società le quali, purtroppo dettero risultati "cattivissimi" da quanto si può evincere dal rapporto redatto nel dicembre del 1880 dall'Ing. Raffanini incaricato di verificarne l'impiego.(10) L'Esposizione Industriale di Milano tenutasi nel marzo del 1881, nella quale venne premiata, com'era accaduto a Parigi nel 1878, fornì alla Compagnia Francese della Miniera di Pienza, l'occasione per farsi conoscere e nel contempo presentare ad una clientela vasta e qualificata i propri prodotti. Allo scopo dette alla stampa un opuscolo che in maniera succinta ma efficace illustrava agli interessati le attività del complesso minerario - industriale, la sua organizzazione e le iniziative, rivoluzionarie per quell'epoca, in termini di Cassa Soccorso ed Assistenza Malattia. In questo documento si precisava la situazione a quella data, dell'intero complesso ubicato sulle proprietà Ferretti, Taddei e Pieve di Murlo, anche se l'escavazione interessava per il momento le proprietà dei primi due con i cantieri Roma, Pratacci, Uzac e Torino in ordine d'importanza. Faceva accenno alla natura geologica del bacino lignitifero, alla potenza degli strati di lignite, al loro andamento e pendenza ed alle caratteristiche del combustibile. Elencava con dovizia di dettagli i sistemi di coltivazione effettuati sia a cielo aperto che in galleria; il trasporto del prodotto per mezzo di vagonetti della portata di 330 kg. ciascuno viaggianti su circa tre chilometri di strada ferrata Decauville, rimorchiati all'esterno da cavalli in treni di 6 o 10 vagoni, e in galleria con piani inclinati automotori muniti di freni e funi metalliche. La lignite pervenuta alla stazione di Murlo poteva essere scaricata sia direttamente nei vagoni ferroviari per mezzo di tramogge munite di piano mobile a bilanciere, per consentirne lo scarico senza alcuna manovra, oppure nei magazzini qualora non vi fossero stati vagoni ferroviari disponibili. Precisava inoltre che la Società possedeva due locomotive e vagoni con la possibilità di viaggiare in tutte le ferrovie a scartamento normale del Regno ed una ferrovia per servizio privato lunga ventidue chilometri e duecento metri raccordata alle Strade Ferrate Romane nei pressi della Stazione di Monte Antico sfruttandone un tronco di circa mille trecento metri. Il traffico avveniva nel senso della discesa con treni composti fino a tredici vagoni. La stazione era munita di Ufficio telegrafico collegato con quello di Monte Antico, aperto al pubblico dal 1° dicembre 1880. Presso i magazzini della lignite era stata impiantata un'officina meccanica per la riparazione del materiale sia fisso che mobile di proprietà della Società stessa accanto ad una fabbrica di formelle di lignite in allestimento per fornire piccoli consumatori con quantitativi modesti ad uso domestico. Come è possibile rilevare, nella pubblicazione venivano evidenziate le realtà del complesso minerario ove, tra l'altro si anticipavano i programmi che la Società si proponeva di attuare a breve termine.(11) Questi prevedevano anzitutto un incremento della produzione con l'apertura di nuovi cantieri nella proprietà Petrucci all'Olivello ed un maggiore impiego di forza/lavoro costituita al momento da circa 150 addetti; il miglioramento delle proprie attrezzature ed uno sviluppo nel sistema di trasporti. Infine, e questo dal punto di vista sociale rappresentava una innovazione assoluta, l'istituzione di una Cassa soccorso con la quale a fronte di una trattenuta giornaliera del 2% del salario, venivano assicurate all'operaio le cure di un medico chirurgo specialmente addetto, le medicine gratuite ed una somma pari alla metà del salario giornaliero per il tempo in cui rimaneva ammalato. La Società stava anche organizzandosi per l'apertura dal 1°aprile 1881, di uno spaccio nel quale mettere a disposizione degli operai, a prezzo di costo, vari generi alimentari e vestiario a loro necessari, oltre a fornire gratuitamente ad impiegati ed operai anziani con le loro famiglie, l'alloggio in fabbricati di proprietà della Società stessa. Un Regolamento Generale, venne redatto dal Direttore Ing. Luigi Bidou in data 1° Gennaio 1881. Esso si componeva di una parte generale e di sette parti specifiche per regolare altrettanti servizi, e precisamente: 1) - di Miniera; 2) - del Movimento e Traffico; 3) - dei Magazzini; 4) - del Mantenimento e Sorveglianza; 5) - dei Segnali; 6) - della Trazione e Materiale; 7) - del Telegrafo. Il documento molto dettagliato in ogni sua parte conferiva al complesso minerario/industriale un'immagine diversa da quella reale. Dopo il grande impegno finanziario protrattosi per anni nell'intento di creare dal nulla un villaggio minerario ed un tronco ferroviario privato, era evidente doversi orientare verso una politica aziendale intesa a consentire il rientro dei capitali investiti per impiegarli di nuovo nella conduzione del complesso realizzato. Dal regolamento si trae l'impressione d'aver sopravvalutata la linea ferroviaria rispetto all'effettivo servizio svolto, impiegandovi personale e risorse altrimenti più utili nel settore produttivo. |
Mentre il
capitolo del regolamento dedicato al servizio della miniera è il
più scarno fra quelli contemplati, limitandosi agli orari stagionali,
alla elencazione degli attrezzi ed alle eventuali sanzioni da comminarsi
per danni causati da incuria o "malvagità", gli altri
riferiti al servizio ferroviario sono dettagliati fino alla descrizione
di come effettuare eventuali riparazioni di emergenza al materiale rotabile
durante il trasporto. (12)
(10)
- ACM- Strade Ferrate Romane- Strade Ferrate Romane- Firenze 28/12/1880-
"Prova in corsa della lignite di Murlo"
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