Murlo Cultura n. 5

"Gli antichi itinerari del territorio di Murlo "

Da Murlo a Casciano
e ritorno


di Luciano Scali

In tempi diversi ci siamo interessati di percorsi da potersi effettuare nell'ambito del nostro territorio. Nel numero di settembre è stato illustrato quello classico per eccellenza, vale a dire "La strada dei Frati", mentre precedentemente ci eravamo interessati della "Strada degli Olivellani " e del "Sentiero Piano". Questa volta, vorremmo prendere in esame un percorso piuttosto lungo ma di grande effetto: "Murlo -Casciano e ritorno".Si tratta di percorrere strade antiche, poco modificate, parzialmente usate dai cacciatori e percorse per intero solo da pochi amatori. La primavera e l'autunno sono le stagioni più indicate per effettuare l'impresa evitando il più possibile i mesi estivi per non sottostare alla tortura del solleone e all'assalto degli insetti attratti dal sudore.Il giro ha inizio dal castello di Murlo. Appena fuori dalla porta principale si prende a destra per "la corta" fino al deposito del gas, quindi a sinistra per la vecchia strada "di Pieve a Carli" e, oltrepassato il torrente Crevole, si prosegue per la "via delle Bufalaie". In un passato abbastanza recente in località "Fontanino" il percorso originale deviava a destra, oltrepassava il "Mulino di mezzo" e per un tratto conosciuto come via della Sughera proseguiva poi col nome:" delle Bufalaie". Oggi, con l'avvento dell'auto questo tratto è caduto in disuso anche per la scomparsa del Mulino di mezzo. Proseguendo per la salita si oltrepassa il podere di Vignali arrivando al culmine del poggio dove si trova il podere di Bufalaia. La strada prosegue in discesa sulla sinistra per un tracciato abbastanza recente; di quello originale si è ormai quasi persa la traccia e solo alcuni esperti riescono a seguirlo per intero. Si oltrepassa a guado il fosso Crevolicchio quindi si prosegue in salita fra diaspri rossastri tenendo la destra e continuando a salire fino all'incrocio con la "strada del Leccio Scritto e del Leccio Bruciato" in prossimità del "Podere Casenovole".Dopo un breve periodo di sosta sotto il leccio, si inizia a scendere lungo una strada in "fase di chiusura", riaperta sull'esistente sentiero in occasione del taglio del bosco attorno a Casenovole. Si discende fino al torrente Crevolone percorrendo l'ultimo tratto sulla cessa dell'acquedotto e sulla "Platea" dello stesso per attraversare il corso d'acqua. E' questo il luogo chiamato "Botrino" in quanto sovrastato da ambo i lati da colli ripidi.
Si inizia di nuovo a salire percorrendo un sentiero in terra battuta solitamente fangoso fino ad immettersi nella strada detta "Via che da Casciano porta a Murlo" ancora dotata di un massicciato originale ben conservato.
  E' questo il tratto più duro del percorso ed il più lungo in salita chiamato "del Vallino". Dopo numerosi tornanti fiancheggiati da muretti a secco a delimitazione di campi terrazzati coltivati a olivo, si giunge a Montemirello località ormai integratasi con Casciano, nei pressi del nuovo parcheggio e della chiesa di Piantasala recentemente restaurata. L'esperienza vuole che ci si rinfreschi un po' con l'ottima acqua della fontana quindi si prosegua lungo la via Kafka e Campo a Paolo, in direzione di Siena oltrepassando il bivio per Fontazzi, il cimitero e la frazioncina di Casa Chiavistrelli. Il successivo bivio indirizza i passi del camminatore verso la frazione di Casanova di Casciano, una deliziosa frazione posta sull'antico percorso verso il Rospatoio. Si attraversa il borgo per mezzo di una strada lastricata chiamata "Salicella" in passato (da selce) e divenuta infelicemente "via Teresa di Calcutta" con il recente aggiornamento stradario, per salire verso Poggio al Vento, uno dei punti più alti del comune, perennemente battuto dai venti, da dove è possibile godere la vista del panorama a giro d'orizzonte. Si arriva così al valico del Rospatoio e dopo pochi metri percorsi sulla provinciale, si riprende la via del Leccio Bruciato in direzione dell'Olivello.La strada volge a sud inoltrandosi nei boschi e nelle pinete di Poggio alle Monache, seguendo il profilo degradante della collina. Percorsi circa due chilometri si lascia la strada del Leccio Bruciato per dirigersi a sinistra sulla cresta della collina in direzione Casalino incontrando dopo qualche centinaio di metri, i ruderi del podere di poggio alle Monache.Il percorso diviene pressoché pianeggiante e da ambo i lati si gode la vista di stupendi panorami che spaziano: sulla destra fino a Montalcino e l'Amiata e sulla sinistra verso le crete, il castello di Crevole, e monti del Chianti e del Casentino. Si oltrepassa il bivio per Crevole e la cessa di Poggio alle Monache fino a giungere, dopo circa tre chilometri al primo di tre bivi sulla destra: della Farnese, del Piaggione e del Casalino. I primi due, per percorsi diversi, finiscono per innestarsi nella via delle Bufalaie attraverso la quale è possibile tornare a Murlo rifacendo a ritroso un tratto già percorso nella fase iniziale; il terzo, dopo aver aggirato il Poggio del Casalino scende al guado sul Crevole per risalire, costeggiando il podere Poggetto, alla parte sud dell'abitato di Vescovado in località Tinoni. Murlo dista ormai poco più di mille metri e vi si giunge dopo averne già percorsi circa diciottomila e impiegato dalle quattro alle cinque ore.