Murlo Cultura n. 5 - 2004

"L'angolo della Poesia"

Scrivere di poesia è un privilegio riservato ai soli poeti affermati, oppure "chiunque ci può provare?" In altre parole: se per ventura mi volessi esprimere in rima potrei essere preso in considerazione oppure farei morire da ridere prima ancora di poter aprire bocca? Ognuno di noi prova emozioni capaci di commuovere, ma solo ben pochi riescono ad esternarle. La conclusione alla quale si giunge sembrerebbe privilegiare non tanto l'emozione di per se stessa bensì il modo con il quale si riesce a proporla. Così pensando si arriverebbe anche a non tenere conto delle emozioni che svaniscono nel nulla andando irrimediabilmente perdute. Questo accade non solo nella poesia ma anche nella musica, nella narrativa e nella pittura: "l'idea è buona ma a questo chi lo conosce?" cosicché si preferisce non perderci tempo dietro.
Si da il caso, però che nel nostro territorio esistano molti personaggi sensibili; Antonella Guidi ad esempio, piuttosto conosciuta in campo fotografico, da qualche tempo si cimenta anche in quello della poesia. La nostra Associazione ha ritenuto interessante e doveroso far conoscere i suoi lavori istituendo "l'angolo della poesia" nel quale la ospiterà in questo numero ripromettendosi di farlo in seguito con tutti coloro che si ritenessero all'altezza di proporre una propria composizione poetica. Auguri!

 

 

 


Tre composizioni di Antonella Guidi

 


Vecchi casolari

Vecchi casolari
Si risvegliano bagnati dal sole
Del primo mattino
E adagiati su colline ricoperte d'oro
Si accendono di vita.
Vita che profuma
Di terra, di sudore, di amore
Per ciò che sta attorno.
Vecchi casolari
Dispersi nella campagna estiva
Dove l'aria profuma di lecci
E dopo il temporale l'odore
Dell'erba ormai secca è dolce come il miele.
Vecchi casolari
Dove la vita è battito d'ali
Di una colorata farfalla
Che va all'unisono col battito del cuore.

 

Argini di fiume

Argini di fiume
Sono le vite errando vicine
Senza saper guardarsi mai.
Come le rive di un fiume
Corrono parallele lontane,
Si guardano passare davanti acque
Che non sono mai le stesse
Sassi, rami, foglie e pesci.
Indifferenti come rive di fiume
Guardiamo pigri lo scorrere del tempo
Degli eventi, la vita.
A volte gli argini
Si rompono, crollano
Come si volessero raggiungere
Per potersi toccare almeno una volta
Finiscono così in quell'acqua
Sempre guardata
Vanno a fare parte di quel fiume
Che li trascinerà chissà dove.
Così come argini di un fiume
Cerchiamo di raggiungerci
E poi trascinati dalle correnti della vita.

 

Armonia notturna

La luce della luna
Attraversa i rami mutandoli
Magiche e fantasiose ombre
Spiritualizzano il terreno
Affascinante, misteriosa notte invernale.
Il vento fa ondeggiare gli alberi
Creando musica, magia
Come da un violino
Le tirate corde
Toccano l'anima plasmando
Le note dolci dell'arcana sera
Forgiando la sinfonia della notte.

 

 


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