Murlo Cultura n. 5 - 2004


Spigolature

   

Natale con l'albero a Murlo
di Luciano Scali

Giorni fa osservavo i miei amici indaffarati a rialzare l'abete natalizio fatto piazzare a Murlo dall'Amministrazione Comunale e che il vento aveva rovesciato. Non ascoltavo i commenti dei presenti sulle condizioni dell'albero, su quello che poteva o doveva essere fatto per garantirne la stabilità, preferendo riandare con la mente indietro di venti anni senza ricordare d'averne veduto un altro prima. Oddio, dal punto di vista estetico non aveva nulla di entusiasmante: "completamente spoglio, con due sole file di lampade per addobbo e infisso in un contenitore dall'equilibrio precario". Però fin dal momento in cui venne installato lo trovai subito pieno di significati indipendentemente dal suo aspetto. Lo vedevo come un pensiero inedito, una presenza simbolica quasi vi fosse condensato l'augurio di buone feste dell'intera comunità verso "i residui guardiani del Castello". In esso vi ritrovai le emozioni provate durante i tempi tristi di gravi calamità incombenti, allorché vestivamo gli alberi con la nostra fantasia fino a farli apparire scintillanti di luci e di regali nella speranza che un giorno i nostri desideri potessero avverarsi. Tutto questo grazie ad un avvenimento imprevisto e inaspettato e quindi più gradito, ottenuto poi con mezzi limitati e molta fatica da un Giorgio tuttofare. Non so l'effetto suscitato sugli altri, ma per quanto mi riguarda, si è trattato di un autentico regalo.

 

Un'idea semplice per il parcheggio a Murlo
di Luciano Scali

Talvolta lo scrivere non da tutto quel piacere che pensa la gente: "Se lo fa è segno che non ha altro da fare!" oppure: "Vuol dire che ci guadagna qualcosa o ci si diverte!". A ben pochi passa per la mente che qualcuno preferisca mettere per scritto i propri pensieri anziché affidarli alle parole che, a seconda dei casi, si prestano ad una infinità di interpretazioni. "Non è vero che hai detto così… hai detto cosà" oppure:
"Ma io credevo che tu scherzassi… non si sa mai quando scherzi o quando fai sul serio…" e meglio ancora: "Vorrei proprio sapere con chi ce l'ha… è venuto da fuori e vorrebbe comandare qui da noi!" E così via a briglia sciolta fino a chissà dove. Invece le cose sono più semplici, logiche direi e legate al buon senso. Questa volta mi riferisco al parcheggio di Murlo, a quel qualcosa che gli assomiglia in attesa di una definitiva sistemazione. Quando questa avverrà non è dato di sapere purtroppo collegata a fattori economici indipendenti dalla buona volontà di chi ci amministra, ma nell'attuale periodo transitorio non sarebbe opportuno fissare alcune piccole regole di convivenza? Lo spazio sotto il pino è quello che è, inutile farci troppi ragionamenti sopra e allora, visto che un paio di anni fa ne è stato recuperato un altro mica male lungo la strada prima del bivio per Miniere, perché non usufruirne per adibirlo a parcheggio? "E' quello che accade anche adesso quando ci sono molte macchine" dirà qualcuno ed è vero, ma si da il caso che nel piccolo spazio sotto il pino stazionino da sempre grossi mezzi a discapito delle piccole vetture costrette a parcheggiare lontano. Non sarebbe quindi più giusto destinare lo spazio sotto il pino alle vetture dei residenti e di coloro che si recano ai ristoranti ed alle camere e far stazionare i veicoli commerciali lungo la strada? Vorrà dire, quando il parcheggio per vetture sarà saturo le altre che verranno andranno a parcheggiare dove troveranno posto esclusa la zona ZTL, ma non prima. Tanto più, come si è potuto e si può notare, i grossi veicoli usano lo spazio sotto il pino non come parcheggio ma come rimessaggio, il che è ben diverso. Il suggerimento sarebbe questo: realizzare due cartelli con scritto: "Parcheggio vetture" e "Parcheggio commerciale", ubicarli sul posto e, di tanto in tanto, verificare che l'ordinanza venga rispettata. Se nel frattempo fosse possibile cilindrare e rendere lo spazio lungo strada usufruibile e senza fango, non ci sarebbe proprio niente di male.

Torna su