S.S. Cassia - Riqualificazione indifferibile per evitarne il collasso

In attesa, sfruttare diversamente il tratto ferroviario Siena-Buonconvento

di Camillo Zangrandi

Nell' ultimo numero Luciano Scali ha posto il problema, abbozzando qualche proposta, delle strade vicinali, quale importante mezzo di collegamento tra i centri principali del nostro territorio e i vecchi e nuovi poderi e borghi, che grazie alle nuove attività stanno ritornando almeno parzialmente ad un nuovo ciclo di vita. Da parte mia, in questo numero, vorrei esaminare il problema della Strada, quella con la esse maiuscola, che porta a Siena, la strada statale numero 2, la Cassia. Questo perché a mio avviso sta diventando un grosso problema destinato ad aumentare nel corso degli anni prossimi e rapidamente, se non si progettano e si realizzano al più presto soluzioni adeguate. Le infrastrutture, in particolare i mezzi di comunicazione e trasporto, presuppongono una chiara visione e scelta delle direttrici di sviluppo del territorio, governate da una capacità previsionale e di programmazione di alto livello; insieme alla capacità di resistenza alle pressioni lobbistiche. Qualità che in Italia, negli ultimi decenni, per trovarle si devono cercare con la lanterna di Diogene. Indubbiamente negli ultimi 6/7 anni questa strada ha visto una grande crescita del traffico su gomma -come si usa dire- una riduzione della velocità commerciale e un aumento dei rischi per tutti coloro che devono recarsi a Siena per diverse ragioni; non siamo certo a livelli esasperati e di guardia, ma stiamo andando verso una direzione senza ritorno se non si affrontano per tempo i problemi. Soprattutto considerando i tempi "biblici" necessari a realizzare i progetti di questo genere. Possiamo cercare di analizzare le ragioni o almeno quelle che a me appaiono essere le ragioni evidenti: disponendo di dati sulle dislocazioni residenziali e industriali, e loro variazioni intervenute negli ultimi anni, potrebbero essere approfondite le cause specifiche. Sinteticamente, mi sembra che questa situazione nasca dalla contemporanea crescita del traffico privato di autovetture, dall' aumentato traffico commerciale di trasporto merci e di persone. Di per sé queste ragioni contengono aspetti largamente positivi, in quanto dimostrano, da un lato, un aumento dei redditi e delle attività produttive, dall' altro una aumentata risposta di servizi di trasporto pubblico. Peraltro, tutti questi aspetti positivi generano un problema: per mancanza di coerenza tra le scelte strategiche dei diversi soggetti pubblici , e la programmazione delle infrastrutture necessarie. L' aumento delle linee di autobus urbani ed interurbani rende un servizio ai cittadini, ma su una strada come la cassia, dove le possibilità di sorpasso sono estremamente limitate, rallenta la circolazione. Anche perché , tra l'altro, non sono state previste piazzole fuori dalla sede stradale in concomitanza delle fermate. La crescita del traffico commerciale di mezzi pesanti fa pensare alle attivitˆ nell'area della Val d' Arbia e Val d' Orcia, sviluppate prima e più rapidamente delle infrastrutture di collegamento; l'utilizzo, poi, anche di mezzi "obsoleti" crea lunghe code. L' aumento del traffico privato e/o la sua mancata riduzione di fronte all' aumentata offerta di trasporto pubblico fa pensare che, per qualche ragione, il tipo di offerta o non sia sufficiente o non sia rispondente alle esigenze degli utilizzatori. La circonvallazione ha portato una migliore sicurezza (riduzione dell' inquinamento e dei rischi) agli abitanti di Monteroni grazie ai volenterosi che la percorrono: infatti dal punto di vista degli utenti è una realizzazione "sbagliata" che non invoglia al suo utilizzo (tempi, percorso, entrata e uscita). E' stata anche portata ad esempio di come non si devono realizzare queste opere. Quasi certamente le pubbliche amministrazioni preposte hanno pronti progetti di intervento idonei a risolvere il problema per i prossimi cento anni. Non conoscendo quali sono, abbozzo una mia idea sulle possibili soluzioni. In primo luogo vorrei cominciare da quella che non è una soluzione: asfaltare la strada di Radi. Ebbi l'opportunitˆ di sentirne parlare la prima volta in una riunione sul programma dei DS della provincia di Siena in occasione della passate elezioni amministrative; poi ho avuto notizia di una raccolta di firme a Vescovado volta in questa direzione. Non è una soluzione, ma solo una scorciatoia per accontentare un numero limitato di persone, solo parzialmente in quanto gli stessi ritroverebbero inalterati i problemi di traffico nell' ultimo tratto della Cassia e lascerebbe comunque invariati i problemi degli altri utenti, la stragrande maggioranza. Non è nemmeno il caso di sottolineare la contraddizione in termini tra il sostenere un simile progetto e contemporaneamente dichiarare il territorio un patrimonio importantissimo su cui costruire lo sviluppo. Non voglio neanche accennare al danno flagrante che una simile opera arrecherebbe al territorio. Tralascio i problemi tecnici esistenti che non consentirebbero una asfaltatura tout-court, ma che comporterebbero, per ragioni di sicurezza, la realizzazione di opere più importanti per aggirare ostacoli naturali e il borgo di Radi. Queste che per me sono ovvie priorità, fatti che impediscono in modo assoluto di pensare ad una soluzione del genere, per altri non lo sono. Per cui le mie riflessioni hanno preso tutta un altra direzione, anche perché discutere tra sordi o tra finti sordi non porterebbe a nulla. Un approccio di grande respiro e con una visione che non abbracci solo archi temporali a breve termine, ma almeno i prossimi cento anni non può non prendere in considerazione, insieme con interventi mirati sulla Cassia, l'utilizzo reale e rapido della linea ferroviaria Siena Grosseto (almeno nel tratto fino a Buonconvento) e il suo progressivo potenziamento. Per quanto riguarda la Statale Cassia gli interventi che si possono fare sono limitati sia dai problemi di impatto ambientale sia in alcuni tratti dai limitati spazi lasciati liberi dalle costruzioni. Se si vorrà operare in un prossimo futuro sono da dichiarare immediatamente inedificabili tutte le aree che potranno essere coinvolte nel progetto. La Ferrovia (non sono un tecnico e quindi potrei dire delle "eresie") - a mio modo di vedere - è immediatamente utilizzabile, incrementando la frequenza dei treni. Si tratta di dare vita ad una piccola linea metropolitana che faccia da navetta tra Siena e Buonconvento ogni mezzora e forse ogni venti minuti nelle ore di punta. Il fatto che ci sia un solo binario non impedisce questo grande aumento di frequenze; infatti ogni stazione ha binari doppi e considerando i tempi attuali di percorrenza, i convogli potrebbero incrociarsi -nel caso di treni ogni mezzora- alla stazione di Ponte a Tressa equidistante dai due capilinea in termini temporali. In ogni caso la distanza delle varie stazioni è contenuta in pochissimi minuti, per cui esisterebbero soluzioni alternative, in caso diritardi o di maggiori frequenze. Si tratterebbe di reperire il materiale rotabile, che potrebbe anche essere "usato", per il momento; non si tratta di investimenti colossali, ma del tutto sostenibili, in vista di progetti più ambiziosi migliorativi e dei mezzi e della linea. Tra gli altri, la ricerca di un 'area dove creare una nuova fermata (tra Zona Industriale e Siena Centrale), facilmente raggiungibile dal "pollicino", per ridurre i tempi di viaggio di coloro che devono recarsi nella zona Sud di Siena. Credo che, per realizzare questa idea, siano più complessi da risolvere i problemi burocratici di quelli tecnici ed economici. Tutto ci˜ si inquadra anche in una visione strategica della politica energetica, dell' ambiente e dello sviluppo compatibile, dei quali si parla giustamente con tanta enfasi, spesso agendo in pratica nell' opposta direzione. P.S. Questo articolo era stato scritto prima dell' incontro organizzato dai D.S. a Vescovado sulle strategie di sviluppo del Comune di Murlo. Iniziativa lodevole e incontro interessante; tante idee condivisibili nella loro enunciazione e prospettive di realizzazione che potranno essere riprese in altre occasioni.Qui mi preme sottolineare che, nel settore della viabilità, è emersa una ampia diversificazione di idee e che i progetti illustrati e in via di realizzazione a livello provinciale - sistemazione e ampliamento della Cassia e costruzione di una scala mobile tra la stazione ferroviaria di Siena e il centro cittˆ - hannorafforzato la mia convinzione che - l'asfaltatura della strada di Radi è una iniziativa inutile e costosa; - solo l'effettivo utilizzo della ferrovia potrˆ ridurre in modo drastico e duraturo il traffico sulla Cassia; - un reale servizio per i piccoli centri (come Murlo) sarà il loro collegamento alle stazioni ferroviarie con piccoli autobus frequenti. Posso affermare con cognizione di causa che, dove esistono e sono efficienti, i treni si utilizzano con beneficio degli utenti e della collettività.

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