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Il corpo di fabbrica al
quale facciamo riferimento, era costituito di due parti, quella pi a sud,
adibita a magazzino di cernita del cemento dalle scorie e l'altra a fornace
vera e propria. La fornace di circa 20 metri per 12, con un'altezza di 7 metri
alloggiava al suo interno quattro forni cilindrici rastremati verso l'alto
dal diametro interno di circa m.2,20 alla base. Ogni forno era circondato
da un cunicolo esterno della larghezza di un metro che si riduceva a 70 cm.
circa passando sul retro del fornello. Il tutto costruito in pietra, compresa
la volticina a botte che delimitava superiormente il cunicolo. Alla base si
trovava uno scarico piuttosto basso (h=1,30 m.) al quale si accedeva tramite
un ingresso tronco conico con volticina strombata verso la bocca e cucita
in chiave con mattoni disposti a spina di pesce. La sezione del manufatto
presentava un basamento a scarpa che si esauriva in alto contro una lesena
alla quale si appoggiavano le travi che sorreggevano la copertura dell'atrio
antistante le bocche dei forni. Con tutta probabilit l'orditura del tetto
era del tipo "alla lombarda", con le travi inclinate, i travicelli orizzontali
e le "fette" che li rinterzavano a larghezza di tegola, la cui giunzione con
la successiva era ricoperta poi dal "doccio". Questo tipo di copertura consentiva
il passaggio dell'aria esterna che doveva alimentare il tiraggio dei forni
unitamente alle finestre sulla parete verso il lato ferrovia. Oltre a tale
appoggio la muratura proseguiva in verticale per terminare superiormente con
un piazzale circoscritto da parapetti in muratura di 30, ove in corrispondenza
delle aperture dei pozzi, si elevavano alte ciminiere che, rapportate al disegno
di Dario Neri, dovevano avere un'altezza pari a quella della costruzione vale
a dire 7m. circa Alla loro base si trovava un'apertura a tramoggia, munita
di serranda, per consentire il carico della marna per cemento(*) e del carbone.
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