MurloCultura 2021 - Nr. 1-2

I primi 30 anni dell’Associazione Culturale

di Luciano Scali

EDITORIALE

E' già trascorso più di un anno da quando ebbe inizio l'emergenza pandemia senza che se ne intraveda la sicura fine. Una calamità imprevista che non fa sconti a nessuno e per la quale non è stato ancora individuato il rimedio sicuro per debellarla. Si tratta di un nemico subdolo che si rivela attraverso i guai che è capace di procurare, giunto tra noi da chissà dove e portato da chissà chi forse per caso o per altre vie che ancora non sono state individuate con certezza. Nel dubbio qualsiasi ipotesi appare possibile mentre ogni sforzo messo in atto fino ad oggi sembra inadeguato per venirne a capo. Nel frattempo la vita continua trascinandosi dietro le cose di sempre che non possono essere ignorate. Quando la situazione tornerà normale molte di esse appariranno diverse da come le ricordavamo mentre si farà strada la convinzione che il tutto non sarà più come prima. L'interesse generale volgerà di nuovo lo sguardo verso quelle ricorrenze che Murlo Cultura ha sempre sottolineate. Una tra queste ricorda la fondazione della nostra Associazione Culturale, avvenuta per volere di un gruppetto di residenti locali nel lontano dicembre del 1991 allo scopo di approfondire la conoscenza del territorio in cui viviamo. Un progetto ambizioso ed esaltante nel contempo e un'occasione che avrebbe permesso di evitare il rischio di trascorrere gran parte dell'esistenza in un luogo di cui se ne ignorava fin'anche la storia più recente.
Fu sufficiente questo spunto a fornire la chiave per aprire quella porta virtuale che separa la vita quotidiana dall'archivio della memoria permettendo di frugare non solo nel passato lontano ma soprattutto in quello più recente di cui è ancora possibile leggerne le residue tracce. Personalmente posso assicurare che fino ad oggi si è trattato di un'esaltante avventura che ancora persiste e della quale non è possibile scorgere la fine poiché, simile al mitico filo di Arianna, si dipana nel tempo attraverso ogni più piccolo anfratto del territorio. Nel suo virtuale cammino porta a contatto con i luoghi più nascosti, coi casolari in rovina soffocati dalla macchia ma ancora con la voglia di raccontarsi; con le pievi a cui oggi è rimasto solo il cielo per tetto, le fornaci abbandonate e in disfacimento, ed i mulini dai gorelli appena percepibili poiché pieni di terra ma con la capacità di conservare ancora la chiave di lettura della perduta attività. Sono esattamente sei lustri di percorso, uno per ciascuno dei Soci Fondatori che il tempo ha provveduto a disperdere o ad accompagnare in quel luogo dove solo al ricordo è permesso di entrare.
Proprio la ricorrenza accennata potrà servire da spunto per ripercorrere a ritroso il cammino della nostra Associazione con la speranza di rinverdire quegli stimoli iniziali che il trascorrere del tempo sta facendo appannare sempre di più prima di portarseli definitivamente via.

 

L'insegna della prima sede dell'Associazione Culturale (1991)

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