MurloCultura 2021 - Nr. 1-2

L'anello

di Luciano Scali

RACCONTI

Agli inizi degli anni '80 ero ancora convinto che vera occasione della mia vita sarebbe arrivata prima o poi. Sapevo che capita a tutti anche se ben pochi arrivano a riconoscerla. Se ci atteniamo ai fatti che la gente riporta si arriverebbe a convincersi di doversi trattare di una regola generale anche se quanto ne consegue viene attribuito al caso e non ad un preciso disegno del destino. Così ragionando potremmo ritenerla come una regola non scritta che concede a tutti l'opportunità di poter avere successo. Come dicevo: è difficile poterla riconoscere e fra quelli che vi riescono ben pochi hanno la capacità di approfittarne.
Lavoravo in Egitto a quel tempo e con gli amici arabi avevo l'abitudine di accompagnarli a Kan Kalili quell'immenso mercato del Cairo dov'è possibile trovare di tutto ed anche di più specie se si dispone, oltre che di soldi anche della pazienza per riuscirvi. Ricordo bene il giorno ed anche il luogo dove ci dirigemmo. Si trattava di una sera di maggio e di un anfratto buio dove all'improvviso si materializzò un ometto minuto col fez rosso a tronco di cono, che ci accolse con un gran sorriso! Sembrò ignorare gli altri e prima che aprissi bocca si rivolse a me in perfetto italiano dicendo:
"Dio è grande poiché mi ha fatto leggere nel tuo pensiero. So che cerchi qualcosa di particolare. Entra pure, vedrò di accontentarti."
In quel momento mi sentii come la mosca rimasta presa nella tela del ragno ma non ne provai disgusto, solo curiosità e desiderio di capire dove quello strano incontro potesse portare. Da una piccola cassaforte nascosta tra un mucchio di stracci, trasse fuori un anello di ferro in cui era incastonato un sottile filo d'oro. Niente di speciale a prima vista, ma piuttosto qualcosa d'inquietante quell'oro giallo sul nero, così difficile da definire.
"Si tratta di un oggetto molto antico e proveniente da lontano; non l'ho mai proposto a nessuno prima d'ora ma sono certo che l'apprezzerai! Inutile spiegarti le sue qualità poiché non mi crederesti, preferisco che tu le scopra da solo e quando sarà il momento. Un avvertimento però: non sottovalutarne il valore e se un giorno ti verrà voglia di regalarlo a qualcuno accertati che ne faccia buon uso altrimenti non farne di nulla, potresti pentirti in seguito."
"Va bene, lo posso anche prendere ma quanto mi costerà?"
"Dammi quello che vuoi... mi andrà comunque bene."
Ricordo che fui più generoso di quanto volessi poiché, in un certo senso mi sentii incastrato da quell'insolito modo di fare e non ebbi il coraggio di approfittarne anche se avevo la percezione di fare la figura dello straniero che, convinto d'aver realizzato un buon affare si sarebbe portato a casa la solita patacca.
Quando tornai in Italia misi il mio acquisto dove tengo le altre cose ritenute preziose o di riguardo delle quali poi regolarmente mi dimentico salvo riscoprirne l'esistenza, qualche anno più tardi. Fu così anche per quell'anello e la sua ricomparsa coincise con un incontro inconsueto avvenuto in un momento particolare quando un qualcosa di diverso preannuncia l'arrivo di un evento non comune. Questi si manifestò con la presenza di una ragazza minuta con la sciarpa rossa al collo, gli occhi ridenti e capelli cortissimi che le conferivano un'aria di perenne giovinezza. Entrò nel mio rifugio di fondo scale portandosi dietro una ventata di gaiezza e illuminando l'ambiente come non mai riportando così la mente ad altri tempi ed altri ricordi quasi accantonati del tutto. Parlammo di tante cose poiché la sua curiosità non aveva limiti e con il suo parlare pieno di entusiasmo rivelava la voglia di conoscenza in maniera quasi visiva tale da ricordare un uccello nell'atto di spiccare il volo alla ricerca di quanto non conosceva ma di cui intuiva l'esistenza. Era questa l'impressione che suscitava ad ogni momento e non solo quando tentava di sottolineare un particolare concetto.
"Chi sale in alto apre i propri orizzonti svelando la grandiosità dell'universo. Mi piacerebbe volare e quando me ne andrò di qui forse salirò su quel poggio che ho visto arrivando per osservare dall'alto il luogo in cui vivi. Mi aiuterà a ricordarlo meglio quando sarò di nuovo lontana."
"Possiamo andarci insieme se vuoi."
"Forse un giorno, ma non oggi però."
Fu allora che notò l'anello tra le cose sparse sul tavolo di cucina dove d'abitudine lavoro e subito divenne seria mentre l'osservava con attenzione.
"E' strano, disse, attrae e nello stesso tempo fa paura. Ferro e oro... dovrà pur significare qualcosa, come l'hai avuto?"
In poche parole le raccontai la storia che parve interessarla davvero. Parlammo ancora fino a quando non fummo interrotti dallo squillare del telefono. Corsi a rispondere ritirandomi in camera e lasciandola momentaneamente sola. Al mio ritorno non c'era più, se n'era andata senza aspettarmi portandosi via l'anello. Ci rimasi male e, non appena fuori domandai al gruppetto di donne sedute sulla panchina vicino alla mia porta, dove si fosse diretta la ragazza appena uscita da casa mia. Nessuna di loro seppe dirmi qualcosa poiché tutte mi assicurarono di non averci fatto caso. Per diversi giorni non riuscii a darmi pace su quanto accaduto senza trovare risposte, poi mi sforzai a non pensarci più. Fino a poco tempo fa però. Nel mio solito giro che periodicamente percorro sulle Civitate ho rinvenuto, laddove sorgeva l'antico capanno verde che più volte mi era servito da riparo, alcune piume sparse dentro uno spazio ristretto come talvolta accade quando una volpe o una faina dopo aver catturata la preda, la divora sul posto lasciando poche penne soltanto a traccia dell'accaduto. Proprio tra i resti di quell'evento ho notato un qualcosa che gli era estraneo: un anello! Si, il mio anello di ferro cerchiato d'oro capitato in quel luogo chissà come e portato da chissà chi. Subito un'idea assurda si è affacciata alla mente e più cercavo di scacciarla e più si faceva pressante ingigantendosi. Ma c'era ancora un altro dettaglio la cui vista mi ha sconvolto dandomi i brividi e che sicuramente voleva significare qualcosa di più: un filo di lana rossa annodatogli attorno!
Sono giorni che ci rifletto sopra, ed ogni volta che lo faccio mi appare la ragazza dalla sciarpa rossa entrata nella mia vita per poche ore soltanto e scomparsa all'improvviso così, come fa il sogno al momento del risveglio trascinandosi dietro tutto il suo mistero.

L. S. 173._ L'Anello 8 luglio 2020a

FacebookTwitterGoogle Bookmarks
Associazione Culturale di Murlo
Sede legale: Piazza Cattedrale - 53016 Murlo (SI)
P.IVA 00808660526