MurloCultura 2012 - Nr. 7

Bellezze dietro l'angolo

di Maria Paola Angelini

Tutte le volte che accade ci meravigliamo. Tutte le volte che scopriamo quante cose belle ci sono proprio vicino a casa nostra, delle quali prima assolutamente ignoravamo l'esistenza, rimaniamo piacevolmente stupefatti. Questo è quanto è successo nel visitare la città vecchia di Chianciano Terme e il suo museo archeologico durante la consueta gita della nostra Associazione, che si svolge ogni anno in luoghi diversi. Oltrepassata la Porta Pivellini, infatti, si può accedere a quella antica porzione del paese che conserva ancora la struttura medievale con la sua bella chiesa dell'Immacolata e la torre dell'Orologio ma, soprattutto, ci colpisce la vista mozzafiato che possiamo godere lungo tutta la via principale. L'occhio si perde piacevolmente lungo la vallata sottostante, tra le colline e fino ai monti intorno, in un paesaggio tra i più belli che possano esserci. Continuando a camminare ci addentriamo nel borgo fatto di viuzze scenografiche come quinte teatrali e vecchi edifici con una lunga storia e ancora scorci inaspettati che circondano il paese come un giardino.

Un canopo proveniente dalla necropoli di Tolle esposto al Museo Archeologico di Chianciano

(da www.chiancianoterme.com/museo/etrusco/museo-it.htm)

Si prosegue poi con la visita al museo civico archeologico di Chianciano, ospitato nella parte nuova della cittadina, ma non per questo meno affascinante. Il museo, costantemente curato e animato dai volontari della locale Associazione Geoarcheologica, è suddiviso in quattro piani. In quello interrato, il primo che abbiamo visitato, si possono ammirare i materiali provenienti dalla necropoli della Pedata. Ci colpiscono una preziosa quanto rara pietra di copertura decorata con fanciulle, leoni, grifoni e capri. Altro pezzo degno di nota per la sua particolarità è la statua cineraria della dea alata Vanth che nella mano regge il cartiglio con sù scritto il destino del defunto e con un'ala sembra portarlo via dalla terra nel suo abbraccio. Vicino vi è un altro capolavoro realizzato dagli artisti etruschi ovvero la Mater Matuta; seguono poi le ricostruzioni delle tombe del VII secolo in quelle che erano le vecchie cantine dell'edificio. All'ingresso del museo viene ospitata la ricostruzione di una tomba principesca del VII secolo con tutto il necessario per il simposio, tra cui spicca un rarissimo tavolo in lamina di bronzo. Il primo piano è però sicuramente quello che più affascina e stupisce il visitatore. Qui ci si trova davanti quasi d'improvviso ai resti di una meravigliosa biga di bronzo con doppio tiro di cavalli che doveva essere guidata dalla dea Selene. I reperti furono recuperati nelle vicinanze della sorgente Sillene, da cui trae origine l'omonimo parco termale e che doveva ospitare, quindi, un meraviglioso santuario etrusco del IV secolo a.C. Ma le sorprese che ci riserva questo affascinante museo non sono finite poichè subito dopo, nella attigua sala principale, possiamo godere della incantevole ricostruzione del frontone di un tempio etrusco collocato in prossimità della sorgente dei Fucoli. Alcune belle statue lo adornano tra le quali spicca una dea alata, forse Thesan, che ci colpisce per la bellezza del modellato del corpo, del mantello che in parte la avvolge e la verosimiglianza degli ornamenti che indossa. Diadema, orecchini, bracciali e soprattutto i calzari ai piedi ce la rendono quasi reale, mentre spicca il volo colta di sorpresa. Le figure del frontone risaltano ancora di più grazie all'efficacia di un bellissimo allestimento, che fa di questo museo un luogo fruibile a tutti e che offre molteplici spunti di approfondimento. Esposta in una vetrina scorgiamo anche una bella testa barbata finemente modellata forse rappresentante una divinità o un eroe.
Al secondo e ultimo piano della nostra visita viene approfondito il tema del simposio con una ricostruzione di un banchetto etrusco con tutti gli oggetti di uso comune per il consumo della carne e del vino. Poco oltre una sezione illustra gli esiti dello scavo di un complesso termale di età augustea e proprio da qui un ballatoio ci fa ammirare da un altro punto di vista il sottostante frontone del tempio dei Fucoli.
La nostra gita si è poi conclusa nel pomeriggio con una breve ma interessante visita al paese di Monticchiello con la sua bella chiesa del XII secolo caratterizzata da alcuni affreschi di santi e una Madonna col Bambino di Pietro Lorenzetti. Il borgo, famoso per le sue manifestazioni teatrali, si dirama in piazze e stradine avvolte dalle antiche mure che vale la pena di riscoprire o scoprire per la prima volta con occhio attento e curioso.

 

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