MurloCultura 2014 - Nr. 3

Anche Murlo ricorda la Liberazione e i suoi partigiani caduti

di Annalisa Coppolaro

NOTE STORICHE - LA LIBERAZIONE A MURLO

Il 30 giugno 1944 Murlo ha vissuto una delle giornate più tragiche e importanti della sua storia. Settant’anni dopo il Comune e la nuova amministrazione presieduta da Fabiola Parenti ricordano i partigiani murlesi caduti per combattere i nazifascisti, Aldo Giannelli, Ferruccio Mantengoli, Bramante Foderi, ricordati presso il camposanto di Montepescini, e Leopoldo Benocci in quello di Vescovado. Cuscini di fiori, preghiere e il gonfalone del comune hanno sottolineato l’importanza delle cerimonie proseguite nella serata nella sala del consiglio Comunale insieme a Laura Mattei dell’Istituto Storico della Resistenza Senese e dell’età contemporanea, che ha illustrato le tappe dell’avanzata degli alleati davanti a un folto pubblico murlese. Interessanti anche gli interventi di alcuni rappresentanti dell’ANPI e di alcune persone del pubblico.
“E’ la mia prima cerimonia ufficiale – ha sottolineato Parenti – e sono orgogliosa e commossa di poter ricordare quel drammatico periodo di grande coraggio e forti ideali. La liberazione di Murlo ha significato la fine di un periodo di terrore, lutti, distruzione. Siamo figli e nipoti di quei partigiani, soldati, cittadini che hanno subito una guerra spaventosa, e che hanno lottato per valori universali per dare un futuro al nostro Paese – ha detto ancora Parenti – Più che una ricorrenza vorrei che questo anniversario possa rappresentare il rinnovamento di un impegno: la liberazione da ogni forma di egoismo, utilitarismo, di disinteresse per la cosa pubblica”.
Durante la cerimonia nella sala del consiglio, hanno anche preso parte e ricordato episodi dimenticati di quel periodo gli abitanti delle varie frazioni, narrando momenti drammatici che i propri genitori e nonni hanno raccontato negli anni. L’avvicinarsi della Liberazione infatti coincise anche nel nostro territorio con atti eroici: il 20 maggio 1944 un distaccamento guidato da Pasquale Plantera detto Serpente liberava, con il sostegno di molti civili, due partigiani in precedenza catturati dalla Guardia nazionale repubblicana e rinchiusi nelle scuole elementari di Casciano. Nei giorni seguenti, la tenaglia del quarto reggimento tiratori tunisini del tenente colonnello Guillenbaud (fra Montepescini e Casciano) e del settimo reggimento tiratori algerini del colonnello Chapuis (fra Murlo e Radi) ha la meglio dopo 4 giorni di combattimenti sui Panzergrenadier del generale Muhm e sui paracadutisti del generale Trettner. Il 30 giugno 1944 Murlo, dove passava la linea Edith, non avrebbe più visto uomini in camicia nera o militari tedeschi. La lotta per superare questa posizione durò  fino al 30 giugno quando, caduta Murlo che era difesa dalla quarta divisione paracadutisti tedeschi, e iniziata la marcia su Siena, il fronte si rimise in movimento.
“Il 30 giugno – ha concluso il sindaco Parenti – deve rimanere un appuntamento importante: rappresenta il rinnovato impegno a difendere il benessere, la sicurezza e la partecipazione democratica della nostra comunità”.

Lapide di Aldo Benocci al Cimitero di Vescovado 

 

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