MurloCultura 2015 - Nr. 4

Toscani, Murlesi ed Etruschi: novità dalla ricerca genetica

di Redazione

Il 10 luglio scorso a Murlo nell'ambito di Blu Etrusco abbiamo avuto il piacere di rivedere e riascoltare il prof. Alberto Piazza, docente di genetica Umana all'Università di Torino, che molti murlesi si ricorderanno per la ricerca che svolse nell'estate del 1993 nel territorio di Murlo e in altre località italiane ed europee, finalizzata a scoprire tramite la mappatura delle diversità genetiche i rapporti tra le diverse popolazioni europee attuali e le discendenze dai popoli antichi. Si trattava anche di verificare, su basi scientifiche e tramite le tecniche genetiche, quale delle due teorie storiche sull'origine degli Etruschi fosse quella giusta: gli Etruschi giunsero in Italia con una improvvisa migrazione dall'Asia minore e in particolare dalla Lidia (l'odierna Turchia occidentale), come sosteneva lo storico greco Erodoto già nel 440 a.C., o piuttosto la cultura etrusca si formò a partire da popolazioni già insediate nei territori che poi saranno conosciuti come Etruria (Toscana, Lazio, Umbria), come era convinto l'altro storico greco Dionigi di Alicarnasso? Ancora oggi gli studiosi sono divisi tra queste due teorie, e la ricerca genetica è una delle vie da percorrere per fare luce sulla questione. Così Murlo, insieme a Volterra e al Casentino, fu scelto dal prof. Alberto Piazza come campione rappresentativo della Toscana, per l'isolamento geografico che lo aveva storicamente caratterizzato e quindi per la minore influenza dei flussi migratori dopo il periodo antico. A Murlo il prof. Piazza eseguì prelievi di sangue e altro materiale biologico (capelli, saliva) su 86 abitanti scelti fra quelli che da più generazioni vi vivevano. I campioni di sangue prelevati furono analizzati con le tecniche di genetica disponibili allora, nell'ambito del progetto mondiale Human Genome Diversity Project coordinato dal prof. Luca Cavalli Sforza, che dette il via a questo tipo di ricerca [1]. Con quel primo studio fu possibile confrontare solo 34 marcatori genetici, ma furono comunque stabilite diversità e relazioni tra i popoli del mondo e le loro origini antiche. Ad esempio in Italia divennero evidenti le differenze genetiche tra le popolazioni settentrionali (popolazioni celtico-liguri), centrali (etrusca) e meridionali (greca), e già furono evidenziati i legami dei murlesi con le popolazioni del mediterraneo orientale e in particolare con i Turchi. Ma molto rimaneva da chiarire e dimostrare, principalmente a causa dei limiti imposti dagli alti costi che le analisi genetiche avevano allora. Per Murlo comunque questo studio significò la "celebrità" a livello internazionale: la copertina del numero 15265 del 25 settembre 1993 della nota rivista francese Le Figaro Magazine riportava in prima pagina un nostro concittadino con la barba impastata di argilla a e il titolo "Esclusivo! Abbiamo incontrato gli Etruschi!", con l'intero numero dedicato a parallelismi tra gli attuali abitanti di Murlo e le raffigurazioni etrusche.

Fig. 1. La copertina della rivista francese Le Figaro Magazine del 25 settembre 1993, dedicata a Murlo.


A oltre 20 anni di distanza dalla prima ricerca del prof. Piazza, le tecniche di studio del DNA sono state enormemente potenziate e hanno reso possibili e accessibili confronti ancora più spinti fra i diversi genomi, impensabili ai tempi dello studio del 1994. Così, dopo i primi esperimenti del prof. Piazza, la ricerca è proseguita e numerosi studi sono stati pubblicati. Nel 2007 ad esempio è comparsa sulle riviste scientifiche una nuova ricerca [2], cui hanno partecipato anche gli stessi Piazza e Cavalli-Sforza, dove i campioni di DNA dei Murlesi assieme a quelli degli abitanti di Volterra e del Casentino (altre località toscane di tradizione etrusca ritenute isolate dalle vicende storiche), sono stati analizzati con le tecniche del DNA mitocondriale (cioè il DNA che viene ereditato dalla madre) e confrontati con il DNA mitocondriale di italiani di altre regioni e altre popolazioni indoeuropee. Le nuove tecniche hanno permesso un'analisi più ampia di quella condotta nel 1994, che ha confermato le parentele dei toscani (e dei murlesi in particolare) con il vicino oriente; nella ricerca fu stimato che il genoma orientale "arrivò" in Toscana in un periodo relativamente recente (senz'altro dopo il Neolitico), il che avvalorerebbe l'ipotesi dell'origine degli Etruschi per migrazione dal vicino oriente, come già scriveva Erodoto.
Naturalmente esistono anche voci contrarie: ad esempio in uno studio del 2013 [3] il confronto del DNA mitocondriale dei campioni di Murlo, Volterra, Casentino e Firenze, con il DNA mitocondriale proveniente da reperti ossei etruschi non mostrerebbe chiari segni di discendenza per i toscani in generale, ma solo per Volterra e Casentino. Questa discendenza sarebbe comunque databile ad almeno 5.ooo anni fa, nel Neolitico: la migrazione di genti del vicino oriente in Toscana ci sarebbe stata (come testimonia le sequenze di DNA "orientale" rimaste in alcuni abitanti attuali) ma sarebbe quindi molto precedente al periodo etrusco, suggerendo che gli Etruschi non arrivarono per migrazione ma piuttosto si formarono da popolazioni già presenti in Toscana da tempo, come sosteneva Dionigi di Alicarnasso.
Ma un'ultima ricerca dell'anno scorso [4], ribalta ancora le ipotesi. In questo caso sono state utilizzate per i confronti le sequenze genetiche complete ricavate dal progetto "1000 Genomi" [5], non solo quindi quelle di linea materna rappresentate dal DNA mitocondriale. Il confronto è stato quindi molto più ampio e ha riguardato ben 540.000 marcatori genetici (un numero impensabile negli anni passati; ricordiamo che nel 1994 il prof. Piazza ne utilizzò solo 34!). Questa volta i campioni toscani considerati sono stati 98 e sono stati confrontati con campioni di genoma europeo e medio-orientale. Nei campioni toscani è stata trovata una componente mediorientale molto significativa (in media il 30%, con un massimo del 35%), assente negli altri campioni italiani e europei e molto più alta di quella trovata dalla ricerca del 2007, che aveva utilizzato solo DNA mitocondriale (5-10%, con un massimo del 17% per il DNA dei Murlesi). Nel dettaglio, le somiglianze più strette tra i Toscani e i popoli mediorientali rinvenute con la ricerca del 2014 riguardano gli attuali abitanti della Turchia e del Caucaso. Secondo i calcoli fatti da questa ricerca, l'ingressione di geni mediorientali in Toscana sarebbe avvenuta tra 2600 e 3100 anni fa, datazione compatibile con il periodo di origine degli Etruschi ma apparentemente in contrasto con la precedente ricerca del 2013 basata sul confronto con DNA antico, che indicava in 5.000 anni fa la data di un ipotetico arrivo in Toscana di geni del vicino oriente.
Per spiegare queste differenze, la ricerca del 2014 propone una teoria che prevede ben due migrazioni avvenute in due periodi diversi (Fig. 2): circa 5.000 anni fa nel medio oriente meridionale si sarebbe formata una popolazione che potremmo chiamare proto-etrusca, che avrebbe iniziato a migrare verso ovest raggiungendo prima la Turchia orientale e il Caucaso, spingendosi successivamente attraverso l'Anatolia fino alla Lidia (Turchia occidentale). Dalla Lidia infine, questa popolazione sarebbe emigrata in Italia centrale, circa 2600-3100 anni fa, dando origine al popolo etrusco.

Ipotesi migrazione Etruschi (da Pardo Seco et al., 2014)
Fig. 2. La possibile origine del popolo etrusco spiegata dalla ricerca del 2014.

 

Questa ipotesi, come ci ha raccontato Piazza alla conferenza, spiegherebbe sia la componente di DNA mediorentale preistorica sia la componente più recente turca e caucasica. Ma a breve avremo ulteriori sorprese, proprio grazie al prof. Piazza che ha intenzione di confrontare il DNA dei Murlesi con quello degli antichi abitanti della Turchia utilizzando le nuove tecniche, con le quali si aspetta di trovare somiglianze genetiche di almeno il 30-40%, ben sopra la media toscana.

 

 

Bibliografia

[1] Cavalli-Sforza L.L., Piazza A, Menozzi P (1994). The history and geography of human genes. Princeton University Press, Princeton, NJ

[2] Achilli A., Olivieri A., Pala M. et alii (2007). Mitochondrial DNA variation of modern Tuscans supports the Near Eastern origin of Etruscans. The American Journal of Human Genetics, 80 (April), 2007. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1852723

[3] Ghirotto S., Tassi F., Fumagalli E., Colonna V., Sandionigi A., Lari M., et al. (2013). Origins and Evolution of the Etruscans' mtDNA. PLoS ONE 8(2). http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0055519

[4] Pardo-Seco J., Gómez-Carballa A., Amigo J., Martinón-Torres F., Salas A. (2014). A Genome-Wide Study of Modern-Day Tuscans: Revisiting Herodotus's Theory on the Origin of the Etruscans. PLoS ONE 9(9). http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0105920

[5] 1000 Genomes. A deep catalog of human genetic diversity, www.1000genomes.org

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