MurloCultura 2015 - Nr. 5

Ricorrenza Eroica e... abbondanza vescovile

di Luciano Scali

EDITORIALE

Lo scorso 4 ottobre la manifestazione è passata per la prima volta dal Castello di Murlo

 

L'Eroica rappresenta da qualche anno a questa parte una ricorrenza eccezionale che vede interessato il nostro territorio dal passaggio di una nutrita schiera di atleti più o meno dotati che ricreano un'atmosfera di altri tempi. Personalmente non ne so molto di questa manifestazione, né saprei spiegarne a chi me lo chiedesse le finalità, ma proprio per questo ha avuto il pregio di riportare la memoria ad altri tempi quando vivevo simili manifestazioni non solo da spettatore ma, addirittura, da modesto protagonista. La mia generazione usciva fuori da un periodo buio, con tante reminiscenze drammatiche, che nel mio caso specifico di ragazzo imberbe avevo vissuto come un'avventura senza ravvisarne appieno la portata. Questa consapevolezza sarebbe arrivata in seguito, nell'apprendere tutti i risvolti e le conseguenze che un conflitto dalle immani proporzioni, come quello al quale avevo marginalmente assistito, avevano causate. Le vere dimensioni di quella tragedia mi sarebbero apparse in seguito e assieme ad esse sarebbe arrivato quel senso di stupore e di paura che al momento non avevo provati. E allora, dopo lo scampato pericolo, quale modo migliore per vivere la normalità di cui non avevo mai conosciuto il senso, se non andando a scoprire il mondo ristretto che mi circondava con l'ausilio della bicicletta? Fu un periodo esaltante ricolmo di illusioni ma, soprattutto, di delusioni nel dovermi rendere conto che non sarei mai stato un campione. Partecipavo alle corse ma quasi sempre "arrivavo dopo la musica", quando i più dotati, dopo aver fatto man bassa dei premi in palio e con la sera incombente, si apprestavano a tornare a casa quando ancora io non avevo tagliato il traguardo. Seppur dispiaciuto, ma lungi da farne una malattia, mi sentivo gratificato di essere stato presente, d'aver fatto parte di quella kermesse che coinvolgeva tutti, professionisti e amatori in un'atmosfera di sagra paesana tra un tourbillon di suoni, colori e tanta immaginazione. Aria di festa dunque, con magliette sgargianti fatte in casa dalla mamma e biciclette prive di tutto quel tecnicismo di cui sono colme le attuali e dove per cambiare un tubolare si perdevano cinque minuti fra l'allentare i galletti della ruota e sempre con la preoccupazione che il mastice sul cerchione potesse tenere ancora.
Tempi semplici e pieni di speranza in attesa di un mondo migliore ancora lungi da arrivare. L'Eroica di domenica ha riportato nel mio immaginario il ricordo di un'epoca lontana assieme a piacevoli sorprese come l'organizzazione dell'accoglienza agli atleti da parte di personaggi istituzionali in costume medievale e, soprattutto, per l'abbondanza di Vescovi presenti, giunti da lontano: addirittura dalle Miniere e da Vignali! Questo per ricordare ai meno acculturati il toponimo del nostro territorio dominato per secoli da illustri uomini di culto e di dottrina e per sottolineare l'autentico miracolo della resurrezione del nostro Vescovo di sempre, quello storico unico e irripetibile, spesso imitato ma che mai nessuno è riuscito a emulare. L'Eroica di quest'anno, giunta per la prima volta a Murlo, e al di la di ogni retorica che il tipo di manifestazione può evocare, ha riportato a reminiscenze lontane, e l'ha fatto, per quanto mi concerne, in una domenica capricciosa d'ottobre sotto forma di autentico regalo emotivo del quale debbo ringraziare la nostra Amministrazione per averlo voluto così, semplice come meritava e nel modo giusto in cui è apparso ai miei occhi.

 

L'Eroica a Murlo

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