MurloCultura 2016 - Nr. 1

La leggenda del baccello bisestile al contrario

di Nicola Ulivieri

CURIOSITA' DAL TERRITORIO


....uno sguardo di Garibaldi li chetò in un baleno. Tosto si diè mano ad apparecchiare la mensa, sulla quale, per provvidenza di Fruscianti, comparvero un cacio di Sardegna e qualche pane e un canestro di baccelli e due anfore di terra, piene di vino bianco. La cena era magra, e nessuno se ne appagò, tranne il generale che la disse sontuosissima, lodando a cielo i baccelli, che erano la sua passione. – Che volete di meglio? – diceva. – Per me, camperei a baccelli; ........
da I mille. Da Genova a Capua, di Giuseppe Bandi


Pochi giorni fa, un amico mi ha chiesto se sapevo come mai, negli anni bisestili, i semi della fava (Vicia faba [1, 2]) chiamata da noi comunemente anche "baccello", nascono al contrario, cioè con l'attaccatura verso il basso, rispetto all'attaccatura del baccello alla pianta. Avevo già sentito questa storia e non le avevo dato troppo peso, ma stavolta ho voluto fare delle ricerche e quello che ho scoperto è stato piuttosto sconcertante. Lo sconcerto non è tanto per il comportamento di questa leguminosa che - premetto subito la conclusione facendo come gli spoiler per le trame dei film – non cambia affatto il suo orientamento nella disposizione dei semi, che sono sempre nello stesso modo, ma per il fatto che questa leggenda continua ad esistere anche ai tempi di internet, dove una verifica di queste affermazioni potrebbe e dovrebbe trovare una veloce conferma o smentita. Lo stupore è anche maggiore quando leggo un articolo del 2012 (anno bisestile) sul sito della Coldiretti: "Per le fave non è un anno particolarmente favorevole – sottolinea la Coldiretti – dal momento che – tra leggenda e climatologia – l'anno bisestile determina un attaccamento al contrario del seme all'interno del baccello, con il filetto rivolto verso il basso, che si traduce in campagna in una resa produttiva inferiore rispetto al solito." [3]. Non capisco come alla Coldiretti possano affermare una cosa del genere, aggiungendo anche che si ha una resa inferiore, quando non è neppure vero che avviene questa inversione dell'attaccamento del seme e non si trova nessun articolo scientifico al proposito. Il tutto diventa un po' più chiaro cercando in rete la frase "tra leggenda e climatologia si dice che l'anno bisestile determina l'attaccatura al contrario del seme all'interno del baccello" perché scopriamo che viene ripresa da decine di altri siti (!!), pari pari, senza verifiche, con banali copia-incolla. Ecco che Internet, usato così, invece di aiutare, diventa, al contrario, un divulgatore di false notizie che poi si propagano come memi , cioè unità culturali che si auto-diffondono ed evolvono, analoghe a ciò che sono i geni per la genetica, elementi cioè di una cultura o civiltà trasmessi da mezzi non genetici, soprattutto per imitazione [4]; elementi che possono divenire verità, anche se non lo sono. E così può succedere che si trovino anche dei libri che riportano questa credenza popolare sostenendo di aver condotto esperimenti e aver notato questa inversione [5], senza però mostrare mai immagini di quando questa famosa attaccatura è rivolta verso la pianta. Anche questo è un aspetto curioso che può essere facilmente verificato in rete, e cioè che non esistono immagini del baccello coi semi rivolti all'attaccatura, sebbene questo fenomeno dovrebbe verificarsi, secondo questa credenza, tutti gli anni non bisestili. Si possono addirittura vedere le immagini nelle confezioni dei semi per piantare le fave, che sono di vari tipi, e ognuna di queste immagini riporta sempre il seme con l'attaccatura verso il basso (Fig. 1). Sembra quindi che chiunque sostiene questa tesi, o ne è anche solo incuriosito, vada a vedere come è disposto il seme della fava soltanto negli anni bisestili e poi se ne dimentica negli altri anni; curioso no?
Un gruppo di persone di Monte Santa Maria Tiberina (PG) ha pubblicato in internet un video nel 2013 che prova che la disposizione dei semi, confrontata con un campione del 2012, congelato, anno bisestile, è sempre la stessa concludendo goliardicamente "frega 'na se... alle fave dell'anno bisestile!!" [6]. Più scientificamente parlando, la disposizione dei semi nel baccello non fa altro che rispecchiare la disposizione degli ovuli nel fiore (Fig. 1).

 

Fig. 1. Confezioni di semi di fave, tutte a capo in giù. O sono tutti fotografati in anni bisestili oppure...? Semplicemente (vedi immagine a destra), la disposizione dei semi nel baccello segue la disposizione degli ovuli nel fiore (geneticamente predeterminata) che accrescendosi si vengono a trovare capovolti rispetto al peduncolo del baccello.

 

In realtà ci sono delle eccezioni di disposizione, che riguardano in genere un solo seme all'interno del baccello, come quello mostrato nella foto in Fig.2. Sono però variazioni normali che possiamo riscontrare ovunque in natura, come le quattro foglie in alcuni trifogli o i fiori di lillà a 5 petali anziché 4, e così via. Ma un baccello di fava contenente tutti i semi con l'attaccatura verso il picciolo non c'è e comunque è completamente assurdo che eventuali variazioni dipendano da una convenzione umana per la gestione del conteggio dell'anno.

 

Fig. 2. Immagine di fava contenente un seme nato in posizione opposta agli altri (grazie a Domenico Fiori per la foto).

 

Infatti, sappiamo che la fava era conosciuta e coltivata almeno dal Neolitico (X millennio a.C.) nel Vicino Oriente e si era diffusa nel Nord Italia nell'Età del Bronzo (3500 a.C. al 1200 a.C.) ed esiste quindi da molto prima dell'invenzione umana dell'anno bisestile, entrato in vigore con il calendario giuliano nel 45 a.C. (cioè nel 709 A.U.C., anno dalla fondazione di Roma [7]). Il calendario giuliano prevedeva l'aggiunta di un giorno ogni 4 anni per migliorare il precedente calendario egizio di 365 giorni ed avvicinarsi alla durata reale dell'anno (chiamato anno tropico) di 365,2422 giorni.
Il giorno in più veniva aggiunto subito dopo il 24 febbraio che, in latino era il sexto die ante Calendas Martias, che divenne il bis sexto die, (il sesto giorno ripetuto) da cui la denominazione "bisestile" [8].
Per correggere gli errori precedenti, l'anno 46 a.C. ebbe 445 giorni e fu nominato l'anno della confusione per gli ovvi problemi causati, confusione perdurata anche negli anni successivi a causa di errori per la determinazione degli anni bisestili, facendoli diventare alcuni che non lo dovevano essere e saltando quelli corretti, fino al definitivo riordino da parte di Augusto nell'8 a.C. Probabilmente questa "confusione" è anche stata l'origine del detto "anno bisesto anno funesto" e così di tutte le leggende sulle sfortune legate a questi anni. Altre fonti [8] riportano che questo proverbio possa essere dovuto al fatto che febbraio, mese a cui era aggiunto il giorno in più, era il Mensis Feralis, il mese dei morti, dedicato ai riti per i defunti e alle cerimonie di purificazione.
Terminiamo questa digressione sull'anno bisestile ricordando che il calendario giuliano non era ancora sufficiente a rappresentare il reale moto annuo del Sole nel corso dei secoli e, sebbene migliore del calendario egizio, commetteva un errore (11 minuti e 14 secondi) che faceva sì che, all'epoca di Papa Gregorio XIII, nel 1582, l'equinozio di primavera si verificasse oramai l'11 marzo, anziché il 21, portando ad incertezze per la determinazione della Pasqua. Il pontefice, valendosi degli studi di esperti astronomi, operò una modifica ai giorni bisestili del calendario giuliano, creando quello che è in uso ancora oggi e che prende il suo nome: il calendario gregoriano [9]. Questo nuovo "strumento" stabiliva che, a partire dal 1600, tutti gli anni secolari non fossero più bisestili tranne quelli multipli di 400: il 1900 non fu bisestile, non lo sarà il 2100, il 2200, il 2300; è stato bisestile il 2000 e lo sarà il 2400. In questo modo la durata media dell'anno diviene di 365,2425 giorni, ossia 0,0003 giorni (26 secondi) più lunga di quella effettiva. Ora dovremmo aspettare 3323 anni per avere 1 giorno di errore.
Speriamo che dal prossimo anno le persone si ricordino di verificare questa famosa direzione del seme della fava e, se ho detto il falso, qualcuno me lo faccia presente con delle immagini a riprova; nel caso contrario speriamo invece che inizi il copia-incolla di questo articolo e si ponga almeno un freno a queste leggende che, anche se non fanno male a nessuno e possono essere divertenti, sono pur sempre favole.

  di Nicola Ulivieri - www.nicolaulivieri.com

 

Fonti citate o consultate
[1] Vicia faba, Wikipedia.
[2] Lezione sulla Fava, Prof. Pasquale Montemurro, Università degli studi di Bari "Aldo Moro",
[3] Coldiretti "1 MAGGIO: NELL'ANNO BISESTILE ANCHE LE FAVE CON LA LUNA STORTA"
[4] Meme, Wikipedia.
[5] La natura ci guarisce. I tre frutti della salute e le erbe magiche, Oscar Tassetto, pag.77-79.
[6] Monte Santa Maria Tiberina (Pg), Solution to the age-old question of beans leap. La fava Bisestile
[7] Conversione calendari, http://www.dossier.net/utilities/calendar-converter/index.html
[8] Il 29 febbraio: anno bisesto, anno funesto?, ANSA.
[9] I Segreti degli Orologi Solari, Nicola Ulivieri, editore Youcanprint, ISBN: 9788891148520.

 

 

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