MurloCultura 2016 - Nr. 3

Nemo propheta in patria! Ovvero la storia di Elisa

di Luciano Scali

GENTE DI MURLO

Niente di più vero di quanto il detto latino affermi e, strano a dirsi è più facile farsi notare da chi ci è sconosciuto che da coloro con i quali si condivide la vita quotidiana. Come per tutte le cose, esistono eccezioni, e quando la giusta notorietà tarda ad arrivare, potrebbe essere l'interessato stesso a sollecitarla, anziché aspettarsi che siano gli altri ad accorgersene. Molti lo fanno, a proprio rischio però, e se sono bravi davvero il successo non tarda ad arrivare.
Ma non per tutti è così; chi è riservato per natura faticherà di più di colui che si propone senza timori e probabilmente soffrirà per non sentirsi considerato come sarebbe giusto che fosse. Questo preambolo serve per introdurre una situazione che ci riguarda da vicino e che non si è rivelata all'improvviso all'interno della nostra piccola Comunità, ma che è stata costruita attraverso anni di dedizione, sacrifici e soprattutto di volontà di riuscire. Una sorta di sfida con se stessi per convincersi che determinati traguardi sognati e ritenuti impossibili potevano invece essere raggiunti. La nostra zona e i luoghi limitrofi non offrono strutture particolari ove permettere di misurare le proprie capacità e quelle esistenti, spesso stentano a sopravvivere. Ma proprio quelle difficoltà che sembrano opporsi alle giuste aspirazioni personali, si rivelano talvolta come la molla che spinge a riuscire nel proprio intento. Anche per me, che sto vivendo una vita da eremita in questo luogo e che crede di conoscerne vita, morte e miracoli, è stata una vera rivelazione il sapere che Elisa Taccioli era divenuta nientemeno che campione italiano di nuoto in non so quale specialità! Roba da non crederci davvero; siamo quattro gatti e sappiamo tutto ciò che succede a questo e quello sulle cose più futili e prive d'importanza per scoprirci poi completamente ciechi su quelle che varrebbe la pena indirizzare la propria attenzione. Riconosco che non trovo le parole per quanto vorrei dire non tanto per giustificare una così grossolana mancanza di attenzione ma piuttosto per convincermi di quanto sia divenuto difficile vivere oggi in armonia con l'intera comunità. Una giovane che si fa strada in un così difficile consesso dovrebbe per lo meno sentirsi supportata da coloro che le stanno vicino e che l'hanno vista nascere, ma purtroppo non è stato così. Nel chiedere scusa di tutto questo, per lo meno per quanto mi riguarda, vorrei aggiungere un'altra cosa: Elisa sta avendo il successo che merita per i sacrifici che quotidianamente affronta assieme ai famigliari tutti, con una comunità giustamente orgogliosa dei suoi successi quasi che anch'essa ne portasse una parte di merito.
Ma non dimentichiamo che altri come lei magari ci hanno provato e forse hanno dovuto desistere perché si sono sentiti soli e per nulla supportati. Forse è proprio questa la vera lezione che tutti noi dovremmo trarre dalla straordinaria vicenda di Elisa focalizzando l'attenzione sul patrimonio umano di cui ogni Comunità dispone ma che per inspiegabili ragioni non sempre riesce a riconoscere.

 

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