MurloCultura 2016 - Nr. 3

Non calpestate il fratino!

di Barbara Anselmi

MURLESI AL MARE

In questi giorni che vedono molti di noi in vacanza al mare, vogliamo riportare un appello in favore di un piccolo uccellino delle spiagge, il Fratino (Charadrius alexandrinus) che in Toscana sta rischiando l'estinzione a causa di un turismo balneare poco rispettoso delle sue abitudini. L'appello a non calpestare il fratino viene dal Centro Ornitologico Toscano, associazione che da anni porta avanti il monitoraggio di questa specie sulle coste toscane. I ricercatori del Centro hanno contato nell'anno appena trascorso, appena 30 coppie di fratino sparse nei 200 km di coste sabbiose toscane. Circa la metà di quelle contate appena 25 anni fa... Qual'è il problema? Innanzitutto la forte presenza di stabilimenti balneari, che occupano, con densità più o meno alte, ben oltre la metà delle spiagge toscane e che spesso hanno comportato la cancellazione o l'alterazione degli ambienti dunali e l' "accorciamento" degli arenili naturali, prediletti dal Fratino.

 

 
Il Fratino ha un piumaggio molto mimetico che si confonde tra la sabbia e i detriti delle spiagge naturali, piene di resti vegetali e animali che per noi sono "spazzatura" ma che per questo piccolo uccello costituiscono l'ambiente tipico di nidificazione. A sinistra, un fratino con pulcini a S. Rossore (foto Ente Parco), a destra un fratino in cova nella spiaggia di Rimigliano, fra le "palline" di Posidonia (foto P.M. Politi).

 


Questa specie nidifica infatti tra fine aprile e maggio sulle spiagge, preferendo il tratto alla base e davanti alle dune: scava una semplice buchetta nella sabbia e vi depone generalmente tre uova, perfettamente mimetiche, che i genitori covano per quasi un mese. I piccoli appena nati seguono correndo i genitori alla ricerca di invertebrati nascosti tra i detriti della spiaggia e tra le poche piante pioniere presenti; se sono fortunati, in capo a un altro mese saranno indipendenti. Il problema è che quando il Fratino ha il nido, cominciano anche le prime gite al mare... Le spiagge che per il fratino sono un paradiso, per il turista medio sono "sporche" di detriti portati dalle mareggiate invernali: resti legnosi, alghe, residui di Posidonia... Così proprio durante la nidificazione, le spiagge (in particolare quelle degli stabilimenti balneari) vengono pulite con i mezzi meccanici, con grandi griglie che portano via detriti, vegetazione della spiaggia e nidi, o comunque sconvolgono l'habitat di questo uccello. Ciò che viene considerato "sporco" o "spazzatura" è in realtà detrito naturale che, insieme alle piante della duna, ha un ruolo fondamentale per la difesa della costa dall'erosione, oltre a costituire un habitat per centinaia di piante e animali tipici. Il risultato è che i pochi nidi di fratino trovati negli ultimi due scorsi anni erano nei tratti di spiaggia non ripuliti meccanicamente. E anche laddove le "pulizie" non vengono fatte (o vengono fatte solo a mano per togliere esclusivamente i rifiuti umani) e la spiaggia e le dune sono rimaste pressoché naturali, ci pensano i turisti o i loro cani, che girovagando senza controllo in primavera possono calpestare i nidi o i piccoli, o semplicemente spaventare i Fratini adulti, fino a fargli abbandonare la covata.
Anche nei tratti meglio protetti della Toscana, è stato calcolato che solo un pulcino di Fratino ogni sei uova (cioè in pratica uno ogni due nidi!) riesce a diventare adulto!
Eppure basterebbe cambiare un po' mentalità verso ciò che è una spiaggia "di qualità" e fare queste poche cose:

  • inserire tra le aree protette tutti i tratti di spiaggia in cui il Fratino è ancora presente;

  • smettere con le pulizie meccaniche delle spiagge e fare se necessario solo pulizie manuali prima che il Fratino cominci a fare il nido (cioè prima di aprile), come viene già fatto da alcuni anni in alcuni parchi regionali e Oasi WWF;

  • far conoscere ai frequentatori delle spiagge la bellezza e l'importanza delle spiagge naturali, per il Fratino ma non solo;

  • predisporre sentieri per l'attraversamento delle dune e delimitare con semplici recinzioni (corde o palizzate) le aree di nidificazione del Fratino, per permettergli di portare a termine la covata in tranquillità.

Cominciamo a pensarci da questa estate!

 

Bibliografia
Andamento della popolazione nidificante di Fratino Charadrius alexandrinus in Toscana: indicazioni per la sua conservazione, Puglisi L. e Meschini E., Centro Ornitologico Toscano. Picus, 41 (80), pag. 83-95, 2015.

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