Murlo Cultura 2017 - Nr. 2-3

BLUETRUSCO ovvero: alla ricerca della propria identità culturale

di Luciano Scali

EDITORIALE

 

Non so chi abbia affermato che "senza una storia un popolo non può chiamarsi tale" ma so per certo che nell'ascoltarla ne rimasi fortemente impressionato.
Magari un concetto simile l'avrei formulato in altro modo poiché qualsiasi popolo una storia, bella o brutta che sia, ce l'ha per forza, semmai è più facile supporre che non la conosca: il che è diverso. A pensarci bene questo avviene anche in seno alla propria famiglia e se dovessi dire che faccia avesse il mio nonno paterno non saprei proprio farlo e nemmeno come si chiamasse il mio bisnonno. In fin dei conti si tratta di un lasso di tempo quantificabile in poco più di un secolo, figuriamoci se poi se questi secoli divengono ventisette o trenta! Ecco allora che salta subito fuori il fascino del mistero divenuto ancora più interessante dalla quasi totale mancanza di memorie scritte, solo parole sporadiche o frasi sibilline riferibili a qualche personaggio importante che grazie ad esse riesce ad affiorare dalla bruma del tempo.
Quello etrusco fu un popolo come tanti altri presenti nella straordinaria penisola italica, ma è proprio grazie all'aura di mistero che lo avvolge a renderlo ancora così vivo, o meglio: con la capacità di stimolare più di ogni altro la nostra immaginazione e il desiderio di conoscere. Di Roma e del suo impero si sa vita, morte e miracoli restandone ammirati sia per quanto rimasto ma soprattutto per le testimonianze storico-letterarie giunte fino ai giorni d'oggi. Ne siamo giustamente ammirati e stupiti traendo spesso dalle esperienze trasmesseci lezioni di vita utili anche nel presente, ma quel qualcosa capace di tenere viva la curiosità, di stimolare la voglia di saperne di più su di un popolo dissoltosi sotto l'incalzare delle realtà emergenti va al di la di ogni razionale ragionamento. Bluetrusco, il colore della notte, di quel periodo lontano ed i misteri che ogni notte si porta con sé quando le facoltà si assopiscono e con il buio si fanno strada le paure ancestrali simili a quelle di quando, ancora bambini, chiedevamo alla mamma di non spegnere il lumino allorché se ne tornava in cucina dopo averci messi a letto. Quel blu che avvolge il nostro castello facendolo apparire più raccolto ed intimo tutto proteso ad ascoltare le performances di personaggi speciali intenti, con le loro esibizioni, a creare atmosfere irripetibili capaci di perdurare nella memoria proprio perché al di fuori del contesto della quotidianità. Forse proprio in questo si riassume il fascino di un evento ricorrente poiché riesce a suscitare emozioni nuove fin dai primi momenti di attesa che il proposto programma riesce solo ad acuire. Cosa aggiungere ancora non saprei proprio, solo l'invito a intervenire e partecipare per rammentarci, se ancora ve ne fosse bisogno che viviamo in un luogo di eccellenza e che, seppure in piccolissima parte, gli etruschi sono ancora dentro di noi.

 

 


Gli appuntamenti di Bluetrusco 2017:

dal 13 al 30 luglio: Festival
dal 25 al 27 agosto: Giornata degli Etruschi
dal 29 settembre al 1 ottobre: Festival

Programma completo su
www.bluetrusco.land

 

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