MurloCultura 2019 - Nr. 3-4

Riflessioni sulla ricerca in Internet della storia recente di Murlo

di Luciano Scali

MURLO IN RETE

La sotria di Murlo in rete - disegno di Luciano ScaliPer storia recente intendo quella vicino alla nostra epoca a partire da quando Murlo riuscì ad affrancarsi dal suo secolare sonno acquisito durante il periodo dell'amministrazione del Vescovo. La lignite, la miniera, la ferrovia: ovvero quanto derivato da una casuale scoperta, che dette adito alla costruzione di una strada ferrata per commercializzare quanto custodito da milioni di anni nel sottosuolo e che ha fatto ricordare, assieme agli etruschi, un luogo pressoché dimenticato. Ne è stato scritto molto su queste pagine senza avere un'idea precisa di quali reazioni siano state capaci di suscitare le notizie su coloro che ne venivano a conoscenza. In passato stampavamo in proprio circa duecento copie del nostro periodico che poi veniva messo a disposizione di tutti un po' ovunque nei locali pubblici oppure spedito per posta agli Enti o ai soci più lontani. Col trascorrere del tempo le cose sono cambiate anche perché le risorse dell'Associazione si sono rarefatte sempre di più con la scomparsa parziale di qualche socio trasferitosi altrove, oppure di qualche altro stabilitosi definitivamente in quel posto da dove non si ritorna. Meno male che Barbara e Martina ci sono e che il giornalino, anche se a scadenze non troppo prestabilite, si riesce a trovare ancora sul sito dell'Associazione dove sempre le predette fatine riescono in qualche modo ad inserirlo.
Gli altri soci poi debbono pur sopravvivere e per farlo sono costretti a lavorare sodo mentre quelli come me, pur tenuti in vita dallo Stato s'accorgono ogni giorno che è sempre più difficile realizzare persino quelle cose di cui non si può fare a meno e che appena un lustro fa riuscivano ad eseguire di sottogamba! Allora succede di focalizzare l'attenzione sul computer per navigare, come usano dire gli esperti per scoprire attoniti la classica acqua calda, ovvero quanto le solite fatine appena menzionate ci hanno messo dentro. Rivedere Murlo Cultura nella scatola magica rappresentata dal monitor, fa un altro effetto rispetto ad averlo tra le mani pur sapendo d'averlo messo là dentro proprio noi per conservarlo, in archivio. Riscoprirlo in Internet è molto diverso poiché in quella posizione è alla portata di tutti e tutti possono vederlo in qualsiasi momento e quando lo desiderano. Ma la cosa più importante e che il farlo assume l'aspetto di un'autentica diavoleria, con la proprietà di richiamare un'infinità d'immagini lontane che non si ricordavano più. A quel punto la curiosità diviene virale, come s'usa dire adesso riferendosi a qualcosa capace di suscitare un interesse allargato che mette addosso la voglia di saperne di più, di come andrà a finire la ricerca, o per usare una frase in voga: dove il diavolo tenga la coda! Quanto sto cercando di dire m'è accaduto qualche decina di minuti fa, allorché aprendo Internet alla ricerca di una notizia che riguardava la vecchia miniera, nello spostare l'attenzione dalla pagina degli argomenti a quella delle immagini, ne sono apparse alcune che si riferivano a Murlo Cultura. E' stato come aprire un libro di racconti, con un'infinità d'immagini da noi pubblicate a suo tempo, che non rammentavo più e che Barbara, mettendo on-line il giornalino, aveva letteralmente infilate nella memoria di questo meraviglioso e nel contempo diabolico strumento di cui, ormai la maggior parte di noi non può più fare a meno. Ho così dimenticata la causa prima che mi aveva spinto in internet alla ricerca di una notizia di cui avevo bisogno, per seguire quanto mi appariva, senza interruzione di continuità quasi avessi appositamente cercato di fare un viaggio a ritroso nel tempo. Com'è strano tutto questo: cose apparentemente dimenticate sono riapparse in tutta la loro freschezza e con fatti lontani quasi fossero accaduti ieri assieme a ricordi di persone che non ci sono più. E' stata, e lo è tuttora una forte emozione di cui non riesco a trovare il motivo, perché in queste cose non passa giorno che non vi capiti in mezzo, ma che finora non mi avevano data un'emozione simile. Una cosa sulla quale riflettere ma fino a che punto? Ormai mi reputo al di fuori di ogni competizione e mi sembra giusto che i più giovani si facciano avanti per imboccare la propria strada. Forse la risposta sta nella consapevolezza che quanto scaturito da momenti particolarmente motivati e costruttivi, non è andato disperso ed una parte di quanto a quel momento aveva permesso che accadesse sia ancora presente seppure nascosta tra le pagine virtuali di una pubblicazione ormai quasi del tutto dimenticata.

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