MurloCultura 2019 - Nr. 3-4

Erosione sul Crevolicchio

di Nicola Ulivieri

FIUMI DI MURLO

E' ormai passato un anno dalla scomparsa del nostro Boby (Roberto Carapelli), una risorsa del territorio e un amico con il quale sono stato a stretto contatto negli ultimi anni per il nostro impegno condiviso volto ad impedire l'assurda e ingiustificata artificializzazione dei torrenti Crevole e Crevolicchio. Dopo aver costituito il comitato Amici del Crevole insieme ad altri volontari, abbiamo percorso molte volte insieme questi torrenti per controllare la veridicità delle dichiarazioni dei progetti, per monitorare eventuali lavori non autorizzati ma anche per il semplice gusto di godere di questi nostri splendidi luoghi conosciuti da pochissime persone e che ospitano una importante e sempre più preziosa flora e fauna locale, come documentato da vari articoli della nostra rivista. Boby percorreva molto spesso anche tratti inesplorati e conosceva i nostri torrenti e boschi molto meglio di me e di moltissimi altri, ed un giorno mi ha raccontato e mostrato una cosa che desidero rendere nota per la sua evidenza schiacciante e rilevanza didattica. Una importanza resa ancor maggiore in questo periodo in cui la gestione dei fiumi è in mano a consorzi di bonifica dei quali, in molti, contestiamo sia le azioni, sia l'effettiva preparazione scientifica con cui affrontano la gestione fluviale, sia l'eccessivo taglio della vegetazione ripariale, vegetazione che dovrebbe, al contrario, essere accuratamente gestita e conservata per evitare erosione, dissesti e inquinamento. Cosa mostrò Boby di così importante ai partecipanti di una passeggiata in cui risalivamo il Crevolicchio dalle Miniere di Murlo verso la sorgente, vicino Poggio alle Monache? Quello che ci raccontò riguardava il suo stupore di un fenomeno naturale inaspettato in un giorno in cui, da solo, esplorava lo stesso percorso di quel giorno e in cui fu sorpreso dalla pioggia. Chi di voi ha risalito questo torrente sa benissimo quanto il tragitto sia impegnativo nel tratto più a monte, e anche abbastanza rischioso per i non esperti, pericolo che diventa ancora maggiore in presenza di pioggia. Fortunatamente, ci raccontò Roberto, che quel giorno ci furono soltanto poche gocce ma, nonostante questo, arrivato alla meta vicino al Rospatoio, si trovò di fronte ad un fenomeno naturale evidentemente alterato. Nell'ultimo tratto dell'alveo del Crevolicchio che si riesce a percorrere a piedi risalendolo, vicino alla sorgente, gli alberi sono stati tagliati perpendicolarmente alla direzione del torrente, sulla destra e sulla sinistra di esso, per realizzare una barriera ad eventuali incendi (cessa tagliafuoco). In quel punto, il fenomeno che destò lo stupore di Boby fu l'enorme quantità di acqua che si riversava nel Crevolicchio scorrendo lungo il pendio dove non c'erano più alberi, nonostante la pioggia fosse esigua. Un fenomeno che non accadeva in precedenza e che è perfettamente comprensibile in quanto sappiamo che la vegetazione trattiene l'acqua, favorisce la sua infiltrazione nel sottosuolo e riduce il ruscellamento, evitando così elevati scorrimenti in superficie, che provocano erosione. Ed in questo punto, quello che si può osservare con evidenza impressionante è proprio l'incredibile erosione che si verifica da quel tratto in poi, erosione totalmente assente pochi metri a monte dove il torrente è quasi invisibile, mentre al contrario, dove passa la cessa tagliafuoco, si apre una voragine in crescita dovuta al cedimento delle sponde.

 

Cessa tagliafuoco sul Crevolicchio

Fig. 1. La cessa tagliafuoco di Poggio alle Monache dalla quale l’acqua si riversa nel torrente Crevolicchio.

 

Sono tornato alcune volte sul posto e ogni volta penso a questo fatto. Molte volte, recentemente, si hanno notizie di alberi che vengono tagliati millantando il loro pericolo e con la scusa di migliorare la sicurezza. La scienza ha sempre detto il contrario ma sembra che negli ultimi anni non ci sia modo di fermare questa deriva violenta ed ignorante di alcune istituzioni. Con queste foto e questo articolo - indipendentemente dall'utilità di una barriera tagliafuoco che ha la sua necessaria funzione - vorrei lasciare memoria di questo insegnamento che ho ricevuto in una delle molte passeggiate fatte con Boby e nei nostri bellissimi torrenti, e che tutti possono verificare con i propri occhi. Magari, anche chi non farà mai quel percorso ma leggerà attentamente queste righe, potrà acquisire la consapevolezza dell'importanza degli alberi e della vegetazione per la prevenzione del dissesto idrogeologico.

 

Crevolicchio

Fig. 2. La sponda del torrente Crevolicchio erosa in corrispondenza della cessa tagliafuoco.
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