MurloCultura 2019 - Nr. 3-4

Accade qui da noi ovvero: il cane del Gatto

di Luciano Scali

COSTUME

- Il Cane del Gatto... o che ci combina?
- Proprio niente! Comunque è una storiella vera, e che nulla ha a che fare con via Pagliaresi detta anche Cane e Gatto, quella che a Siena segna il confine tra la contrada del Nicchio e del Montone.
Si tratta più semplicemente di un incontro casuale, di quelli che succedono di primo mattino, quando, con mia figlia che è venuta a trovarmi, percorro lo stradello delle Starnaie con l'intento di sgranchirmi le gambe rattrappite dal riposo notturno. D'un tratto il rumore di un mezzo in movimento ci suggerisce di toglierci dalla strada per trovare riparo nella macchia e di restarci fintanto che l'autista, accortosi di noi, non fermi il suo fuori strada per salutarci.
Alla guida del mezzo un personaggio conosciuto: Il Gatto! Sì, proprio lui, Giorgio del Cenni alla ricerca del cane smarrito ma che trova il tempo di concedersi qualche minuto di sosta per fare due chiacchiere con noi.
- O che ci girate a quest'ora su per le Starnaie?
- E te allora?
- Io cerco il mi' cane che se n'è andato per conto suo e speravo, viaggiando giù di qui di ritrovarlo, ma voialtri cittini, a quest'ora potrete trovà solo i tafani!
Mentre ci dice questo tiene a portata di mano una specie di telefonino giallo che attira subito la mia curiosità.
- Scusa Giorgio, ma che faresti con codesto coso in mano; non vorrai mica chiamà il tu' cane al telefono per farti dire dov'è?
- E invece sì, perché il telefono ce l'ha anche lui e se lo chiamo mi sente e così ci si ritrova!
Lì per lì penso che mi voglia prendere in giro e glielo dico costringendolo a spiegarmi che invece è tutto vero e che fra i cinghialai questo sistema viene adottato da tempo per ritrovare i cani persi durante le cacciate. M'è parsa davvero una bella trovata ma riflettendoci su, m'è venuto il dubbio di sapere in che modo il cane risponda per far capire al padrone d'averlo sentito e di dirgli dove si trova.
Tutt'al più potrà fare bau... ma poi? Giorgio con pazienza, ha cercato di spiegarmi come si fa in questi casi ma ad essere sincero non è che io sia rimasto troppo convinto e lui se n'è accorto perché, con quel suo caratteristico risolino ha detto:
- Ma poi il mi' cane unn'è mica bischero, so' convinto che arrivando a casa, dopo un poino me lo ritrovo lì!
- E allora se le cose vanno a finire in codesta maniera che bisogno c'era di spendere un monte di soldi per un'attrezzatura del genere?
A questo punto Giorgio scotendo il capo ha detto: Ciao! e senza aggiungere altro ha riavviato il motore ed è sparito quasi subito in direzione dell'Oliviera.
Siamo rimasti qualche attimo senza dire nulla prima di riprendere il nostro percorso e mentre stavamo risalendo lo stradello per Poggio Aguzzo abbiamo incrociato il Cane del Gatto col telefono al collo; sembrava smarrito ed incerto su dove andare. Ci siamo soffermati a guardarlo ed è stato in quel momento che s'è sentito il suo telefonino squillare. Il cane si è immobilizzato di colpo ascoltando attento. Un attimo dopo lo abbiamo visto riprendere deciso all'ingiù per il sentiero e sparire nel bosco. Io e Roberta sbalorditi ma finalmente rassicurati, ci siamo guardati sorridendo e, dopo aver battuto Cinque abbiamo ripreso la via verso casa riflettendo sull'incontro col Cane del Gatto: un avvenimento davvero speciale da raccontare subito, senza perder tempo!

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