MurloCultura 2019 - Nr. 3-4

Lucia Chini

di Luciano Scali

PERSONAGGI

Lucia Chini è una ragazza del nostro Comune che, con tenacia, dedizione e, soprattutto con la sua arte e la voglia di fare, tiene in alto da anni il nome del luogo dove vive e opera. Sempre presente ad ogni manifestazione culturale, espone le sue cose con semplicità, con un innato senso di pudore quasi scusandosi nel farlo e lasciando alle sue cose il compito di presentarsi da sole senza bisogno di frasi autoreferenziali che alla fine farebbero più male che bene. Tra la varietà dei suoi lavori, ne fa spicco uno di cui si potrebbe affermare con rammarico "che va in fumo" ma che illustri maestri del passato provavano orgoglio allorché venivano chiamati a decorarlo. Si tratta del Cero Fiorito di antica memoria da collocarsi ogni anno in Duomo, vicino all'immagine della Madonna del Voto. Non è facile per niente riuscire a mettere in atto la tecnica di cui si serve per farlo e della quale si sta perdendo l'uso sia nell'applicarla che nel tramandarla a coloro che verranno.

 

I ceri di Lucia Chini
I ceri di Lucia Chini
Alcune immagini dei ceri dipinti da Lucia Chini: in alto il cero portato nel carro della passeggiata storica del Palio di Siena e in basso altri ceri nella cappella della Madonna del Voto a Siena. Per saperne di più sull'arte di Lucia è possibile visitare il suo sito: www.luciachini.it

 

Anche la materia prima ha mutata la propria natura. Oggi la cera si ottiene in prevalenza per sintesi, dalla raffinazione di idrocarburi piuttosto che far ricorso ad ormai introvabili ingredienti naturali, a causa del rarefarsi dell'apicoltura. Un tempo quest'arte, quando le campagne erano ancora intensamente abitate, veniva tenuta in alta considerazione poiché il miele faceva le veci dello zucchero, praticamente sconosciuto, e la cera rappresentava la materia prima da destinare all'illuminazione di chiese, ambienti istituzionali e residenze nobiliari; alla gente comune non restava altro che adattarsi all'uso di lanterne e lumini a olio. Lo zucchero di cui facciamo quotidianamente uso, diverrà un prodotto comune in seguito grazie alla coltivazione della barbabietola assai più facile da ottenere ed in maggiori quantità. L'adattare quindi il decoro del tradizionale cero a nuove tecniche che non facciano rimpiangere quelle antiche è un opera meritoria della quale occorre dare pieno atto alla giovane ed appassionata artista.
Sono certo che nella prosecuzione di questa sua raffinata opera d'artigianato non mancherà, a meno che non l'abbia già fatto, di volgere uno sguardo ai codici miniati ed ai decori della Libreria Piccolomini in Duomo per avere qualche spunto in più da applicare alle sue decorazioni future in modo da farle ricordare con ammirazione come quelle del passato, che un vecchio par mio ha ancora ben presenti nella memoria.

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