MurloCultura 2020 - Nr. 1

Murlo e il lockdown

di Annalisa Coppolaro

ATTUALITA'

Aneddoti, storielle, tombole virtuali e senso di fratellanza tra la gente

L'immagine che ho sempre davanti agli occhi è quella di una perlacea mattina di pioggia, Via Roma con qualche macchina parcheggiata sulla destra e a sinistra una fila di persone (ragazzi, adulti, anziani) che si riparano nell'arco delle porte, volti coperti dalle mascherine, forme diverse e sagome scure, come la scena di un film. Tutti con il volto coperto, tutti diligentemente in fila per i tre negozi aperti in questa via, la farmacia, l'alimentari Fineschi e la macelleria Muzzi. Uno scenario quasi surreale, le mani che si salutano da lontano, volti sorridenti sotto la maschera celeste, una inedita fila ordinata di persone che attendono pazienti il loro turno allineate nelle porte e lungo il muro.
Tranquille nella loro paura, gentili nella loro tensione, civili, ordinate, mature.
La mascherina di certo diventerà il simbolo di un momento storico incredibile, inaspettato, sconvolgente e pieno di timori per tutti.
Dal 9 di marzo a oggi è passato poco più di due mesi. Eppure sembra molto di più, sembra di più che non ci sediamo a un ristorante, che non andiamo al cinema, che non vediamo amici e parenti, non guidiamo per più di cinque o sei chilometri per volta.
Niente macchine, niente bambini nei parchi, niente scuole, un silenzio completo per le strade nei giorni di festa, una atmosfera surreale che ci ha accompagnato fino a qui. Con le immagini delle città vuote, bellissime, senza rumori, ma anche senza quella vita a cui siamo abituati.
Ma cosa dire dell'adattamento che tutti hanno mostrato? La gente da noi ha trasformato le proprie abitudini, ha ascoltato decreti e conferenze stampa ed ha seguito le regole, disciplinata, fiduciosa, paziente. Molti sono riusciti a lavorare online o in ufficio oppure in fabbriche e imprese, molti altri no e talvolta per qualcuno i generi di prima necessità sono divenuti difficili da acquistare senza uno stipendio, senza entrate né cassa integrazione. Ed è qui che è scattata la solidarietà, l'aiuto, la vicinanza tra le persone, anche da parte di chi non ti aspettavi. Il vicino di casa che dal balcone ti chiede se hai bisogno di qualcosa, il volontario delle associazioni come Pubblica Assistenza o Misericordia che ti mette le mascherine in cassetta, il negoziante che ti porta la spesa, il giornalaio che ti lascia il giornale e il fornaio il tuo pane preferito. Ma anche il banco alimentare, la gente che dona cibo per le famiglie meno fortunate.
Il prete che per le feste di Pasqua gira per i paesi con il Santissimo, per benedire le nostre strade e le nostre case. Anche i non credenti si sono commossi nel vedere Don Flavio che camminava per strada con paramenti luccicanti e l'ostensorio nella settimana Santa, o che celebrava le messe in diretta Facebook. Abbiamo tutti peraltro riscoperto i social media, che con le loro contraddizioni e talvolta i messaggi assurdi, i complotti o la rabbia, ci hanno comunque permesso di avere notizie dagli amici, dai parenti, dai figli che abitano in città lontane o addirittura in un'altra nazione. E poi tra Casciano e Vescovado le associazioni, i circoli Arci e i circoli culturali hanno in qualche modo tutti fatto la loro parte.
Per dirne una, Vescovado l'Arci ha organizzato videochiamate in Zoom e la tombola di Pasquetta, a cui hanno partecipato decine di persone. La Proloco ha lanciato concorsi fotografici per foto di animali e dei nostri giardini e balconi.
Dal canto suo, la Biblioteca Comunale di Murlo ha creato #MurloLeggeDaCasa, con autori che hanno mandato video di loro stessi che leggono estratti oppure di gente comune che legge racconti, poesie e altro.
E i dati che pervenivano choccanti ci coinvolgevano tutti, spesso abbiamo spento la Tv e abbiamo chiuso i giornali e internet per impedire alle news di sopraffarci, con il loro martellamento continuo ma ovviamente inevitabile.
C'è stato poi il momento della paura vera, quando una mattina la serranda della Tabaccheria Muzzi è rimasta chiusa con un foglio attaccato. C'era scritto Chiuso per quarantena. Era peraltro il momento del picco, dei dati terrificanti dalle città del nord, dei numeri che salivano ogni giorno, delle notizie Tv e delle immagini che ci ricorderemo sempre. E quella serranda chiusa è stata un brutto colpo. Chi non sapeva come mai ha pensato che uno dei commercianti rimasti aperti, Muzzi appunto, fosse stato contagiato. Che magari i clienti entrati nel negozio nei giorni precedenti alla chiusura fossero contagiati anche loro. E così al sindaco Davide Ricci è giunta una raffica di messaggi e di telefonate, e il giornale mi ha chiamato per saperne di più e chiedere un articolo, e insomma il panico, fino a che proprio il videocomunicato del sindaco ha rassicurato tutti. Sì, come già annunciato c'erano due casi a Murlo, di cui uno era stato in contatto stretto con i commercianti messi in quarantena. Nessuno di loro era contagiato ma era un provvedimento di precauzione. Così, ho capito cosa fosse il contatto stretto, che lavoro stesse facendo l'epidemiologo per risalire alla catena di contatti diretti che le persone contagiate avevano avuto e così via. Ho capito ancora meglio, e ho cercato di spiegare sulle pagine del Corriere di Siena (pochi giorni dopo chiuso e ora finalmente tornato in edicola), che enorme lavoro stesse facendo la USL, e i sanitari e i medici e i comuni e anche il nostro governo per tenere a bada la situazione, per monitorare, rassicurare e allo stesso tempo rendere possibile la convivenza con il virus essendo ottimisti ma cauti, prendendo tutte le precauzioni del caso. Ma anche cosa volesse dire per i negozianti del paese rimanere aperti per offrire a tutti noi servizi essenziali come cibo per noi, per gli animali, medicine, pane e carne, se necessario portandoli a domicilio. Per loro, per i negozianti, i commessi, come peraltro i volontari, gli OS, infermieri, medici, lavoratori nelle case di riposo e tutti quelli che dovevano ogni giorno lavorare non sapendo se venissero in contatto con gente contagiata, il virus Covid-19 era e continua ad essere una realtà molto concreta.
Il negozio di Paolo Muzzi è stato chiuso per una decina di giorni, molte sono state le manifestazioni di affetto verso la famiglia. Poi finalmente un martedì sono tornati, è tornata Claudia, Emilia e Paolo, è tornata Iride e tutti ne sono stati felici. E intanto i negozi, a Casciano e a Vescovado, si sono attrezzati per tenere ancora le distanze, tutti con le mascherine ovviamente, ma fornendo comunque i loro prodotti. Inutile dire che per molti questo periodo, al momento di andare in stampa, rappresenta ancora la paura di non aver sconfitto il virus, e il timore di una grossa crisi: aziende, negozianti, ristoratori, artisti, agenzie di viaggio, e tanti altri settori sono in pericolo. Ma pian piano, a una settimana dal 3 maggio, qualche dato molto confortante arriva dai media, e si sta diffondendo una maggiore fiducia, la voglia di ripartire pian piano, sapendo che qui a Murlo ormai da tempo non vi sono contagi, che non vi sono quarantene. Anche l'altoparlante che passa quasi ogni giorno ringrazia tutti per quanto la disciplina, l'ordine, il rispetto delle persone e delle regole sia stato la chiave per affrontare questa incredibile, inaspettata crisi. E che dovremo continuare a rispettare alcune regole. Mascherine, distanziamento, norme igieniche, cautela. E pensare che solo il 23 febbraio eravamo per strada in massa a festeggiare il carnevale e solo esattamente due settimane dopo è scattato il lockdown. E ora, con la primavera e il caldo, l'ottimismo ritorna anche qui a Murlo con le rondini e i fiori nei giardini. La vita trionfa, ed è questo che conta.

 

Grazie ai negozi aperti durante il lockdown

Ci sentiamo di ringraziare tutti i negozi di Murlo che sono rimasti aperti ed hanno offerto i loro servizi durante gli oltre cinquanta giorni del lockdown. Se non fosse stato per loro, anziani, famiglie, bambini non avrebbero potuto affrontare questo difficilissimo momento storico che nessuno dimenticherà. Auspichiamo che tutti i murlesi si ricorderanno anche di queste attività dopo la fine del lockdown e sosterranno chi li ha sostenuti.

A Casciano: Alimentari Vinicio Mazzeschi, Panificio Rossi Paccani, Tabaccheria Ivano Marchi, Emporio Allison di Antonella Pacini, Macelleria Nazareno Tontoli. Ufficio Postale, Farmacia di Casciano.

A Vescovado: Alimentari Samuele Scelfo, Alimentari Stefania Fineschi, Panificio Barbara Mazzeschi, Tabaccheria Paolo Muzzi, Macelleria Muzzi, Farmacia di Vescovado, Fiori e piante La Mandragola, Officina Ivano Corridori, Banca Monte dei Paschi, Ufficio Postale.

 

 

Murlo e il lockdown - disegno di Luciano Scali

Nel disegno, i giorni del lockdown a Murlo visti da Luciano Scali.

 

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