MURLOCULTURA n. 3/2008

Il progresso è un qualcosa di rapido e inarrestabile, che apporta benessere a chi riesce a controllarlo e farne buon uso ma, nel contempo, può dar luogo a situazioni capaci di arrecare disagi e danni solo per carenza di corrette informazioni. Ascoltiamo quindi...

I SUGGERIMENTI DEL VESCOVO


a cura di Giorgio Boletti

Associazione Culturale di Murlo
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COMPOSTAGGIO

Come promesso nel numero precedente di “Murlo Cultura” parliamo questa volta, così alla buona, del “compostaggio”, vale a dire di quella tecnica di riciclo di rifiuti organici con la quale non solo si compie opera meritoria ai fini dello smaltimento dei rifiuti ma altresì si produce un efficace concime naturale chiamato compost.
Il compostaggio si può fare sia con un cumulo di rifiuti depositati direttamente sul terreno, in un angolo dell'orto o del giardino, sia in un cassone appositamente predisposto. Con questa seconda soluzione non è necessario disporre di ampi spazi, di un orto o di un giardino; è sufficiente un terrazzo o anche un ampio balcone. Noi per anni abbiamo ottenuto, su un terrazzo di Milano Due, usando esclusivamente i rifiuti organici di cucina, le foglie, i fiori e i residui di potatura di piante e arbusti del terrazzo, due sacchi neri ogni anno di ottimo compost.
E' fondamentale sapere e tenere sempre ben presente che la trasformazione dei rifiuti organici in compost deve avvenire per decomposizione e non per fermentazione; anche quest'ultima è in realtà una forma di decomposizione, che avviene in assenza di ossigeno (decomposizione anaerobica) ad opera di batteri che provocano putrefazione e cattivi odori. La decomposizione aerobica invece avviene ad opera di microrganismi che respirano aria, con produzione di calore (all'interno del materiale si possono raggiungere temperature anche di 70/80°), senza emanazione, se tutto procede correttamente, di cattivi odori; è quindi indispensabile mantenere un buon arieggiamento del materiale e un sufficiente grado di umidità onde evitare la formazione di muffe.
Si possono compostare tutti i rifiuti organici di cucina compresi fondi di caffè e di the, carta leggera non stampata (Scottex), qualche foglio di giornale quotidiano usato magari per pulire i funghi appena raccolti, sacchetti aspirapolvere, cenere di legna, fuliggine del camino, avanzi di lana, segatura, tutti i residui dell'orto, rasatura del prato, fiori, foglie, erbacce (possibilmente prima della fioritura). Disponendo di un biotrituratore o di un trinciaforaggi oppure sminuzzando con forbici e roncola (pennato) si possono compostare anche rami e rametti di potature di alberi, arbusti, siepi; il materiale da compostare dovrebbe avere una lunghezza di 5-10 cm. Ottimi ovviamente la paglia delle lettiere degli animali, il letame e le deiezioni di animali da cortile, cavalli, ovini (non cani e gatti).
Il materiale deve essere accumulato con un certo ordine aggiungendo ogni tanto, se possibile,  anche qualche palata di terra e, soprattutto all'inizio, rivoltandolo per arieggiarlo al meglio; cercare comunque di alternare sempre materiale fino con altro più grossolano, in modo da assicurare l'indispensabile circolazione dell'aria. Controllare periodicamente anche l’umidità perché se il materiale è troppo asciutto si formano muffe per eccesso di calore e se è troppo umido iniziano processi fermentativi che generano cattivi odori.
Ideale l'immissione di un certo quantitativo di grossi lombrichi di terra o dei più sottili lombrichi rossi da pesca; soprattutto per questi ultimi immettere contemporaneamente un certo quantitativo di deiezioni equine fresche.
L’eventuale cassone, da noi raccomandato, deve essere realizzato con legname non trattato, lasciando spazi di 5 cm. fra le tavole per consentire una adeguata circolazione d’aria; sul lato più comodo per il ricupero del compost  prevedere, a livello del terreno, una adeguata apertura con eventuale sportello a cerniera. Esistono in commercio contenitori per il compostaggio, di varie misure, realizzati in materiale plastico.
E' bene predisporre il cumulo o il cassone in posizione non eccessivamente soleggiata e, onde evitare il dilavamento dovuto alle piogge e un eccesso di umidità, è bene porre al di sopra del materiale (ma non a contatto) un telo di polietilene (non P.V.C.). Sul terrazzo (o balcone) si può utilizzare una struttura 60x60x160, realizzata con montanti angolari e lamiera forata (ideale se d'acciaio), con una griglia a 10/15 cm da terra, il tutto appoggiato su una vaschetta in lamiera con piccole ruote per consentirne lo spostamento nel caso questo si rendesse necessario per un più agevole svuotamento. Per chi volesse approfondire l’argomento e migliorare le proprie conoscenze anche sulla gestione biodinamica dell'orto suggeriamo vivamente l'acquisto del bellissimo libro di Mario Howard - L'Orto secondo natura - Editrice Desertina CH-7180 Disentis/Mustér, forse reperibile in Italia attraverso la Edagricole di Verona, dal quale abbiamo preso gli spunti per questa informativa.

Buon.... compost  per tutti!



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